Cultura, Persone, Sviluppo del territorio

Approvato il Bilancio di Missione 2025

28/04/2026
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14,7 milioni di euro erogati e 385 progetti sostenuti per lo sviluppo del territorio metropolitano di Bologna

Il Collegio di Indirizzo della Fondazione Carisbo, nella riunione odierna, acquisito il parere favorevole dell’Assemblea dei Soci, ha approvato all’unanimità i Bilanci di Missione e di Esercizio 2025 predisposti dal Consiglio di Amministrazione.

Nonostante le difficoltà del contesto economico globale, nel 2025 la Fondazione ha superato l’obiettivo inizialmente previsto nel Documento Programmatico Previsionale di destinare 12 milioni di euro alle nuove progettualità, raggiungendo quota 14,7 milioni di euro. Un risultato reso possibile dalla solidità del portafoglio finanziario, capace di generare le risorse necessarie per adattare i programmi al mutare del contesto e di limitare il ricorso al Fondo per la stabilizzazione delle erogazioni, al contempo consolidando il sostegno alle iniziative sociali e rafforzando gli interventi di assistenza e supporto alle fasce più fragili della popolazione, attraverso progettualità strategiche condivise con istituzioni e stakeholder del territorio.

Bilancio di Missione 2025, quadro di sintesi:

  • Nel 2025 stanziati complessivamente 14,7 milioni di euro, di cui 640 mila euro investiti a livello nazionale (partecipazione a fondi e progetti in rete, come il Fondo nazionale per il contrasto della povertà educativa minorile e il Fondo per la Repubblica Digitale) e 14,1 milioni impegnati sul territorio metropolitano;
  • 6 milioni di euro (40,8% del totale deliberato) nel settore “Volontariato, filantropia e beneficenza” per l’area Persone;
  • 3,6 milioni di euro (24,7% totale deliberato) nel settore “Arte, attività e beni culturali” per l’area Cultura;
  • 5,1 milioni di euro (34,5% totale deliberato) nei settori “Educazione, istruzione e formazione (anche sportiva)” e “Ricerca scientifica e tecnologica (anche in campo medico)” per l’area Sviluppo del territorio;
  • 385 interventi complessivamente realizzati (+8% rispetto al 2024): 175 progetti nell’area Persone, 105 progetti nell’area Cultura, 105 nell’area Sviluppo del territorio;
  • 7 bandi tematici promossi e 330 progetti sostenuti (+11% rispetto al 2024) con un investimento di 4,1 milioni di euro (+41% rispetto al 2024, 28% somme assegnate);
  • 30 progetti diretti per un importo deliberato di 7,2 milioni di euro (49% somme assegnate);
  • 25 progetti sostenuti attraverso azioni trasversali e di sistema per un importo deliberato di 3,4 milioni di euro (23% somme assegnate).

L’attività istituzionale ed erogativa

Per quanto attiene al profilo istituzionale dettagliato nel Bilancio di Missione 2025, va ricordato che la Fondazione per svolgere la propria attività non ricorre ai proventi maturati nel corso dell’anno, bensì alle disponibilità economiche già acquisite e accantonate nell’esercizio precedente. Tale impostazione consente di programmare in termini più precisi l’attività erogativa secondo una logica prudenziale, bilanciando la duplice esigenza di stabilizzare nel tempo sia la capacità reddituale a tutela delle future generazioni, sia la capacità erogativa. Per garantire continuità al proprio intervento, la Fondazione si impegna a preservare e consolidare nel tempo il proprio patrimonio con una gestione disciplinata, autonoma, trasparente e orientata all’efficienza finanziaria e alla responsabilità sociale.

L’esercizio 2025 rappresenta il primo anno di piena operatività del nuovo modello gestionale di Genus Bononiae che ha consentito di razionalizzare l’organizzazione, efficientare l’impiego delle risorse, garantire continuità e sostenibilità alla valorizzazione del progetto, oggi affidato alla Fondazione Progetto Genus Bononiae, risultato della trasformazione dalla precedente società a responsabilità limitata (Srl). Il nuovo assetto, fondato sull’integrazione delle competenze di Opera Laboratori e su una gestione coordinata delle sedi museali, ha conseguito una significativa riduzione dei costi, di oltre 1,5 milioni di euro rispetto alla configurazione precedente, tramite interventi trasversali anche sul perimetro operativo e la specializzazione dei servizi. Parallelamente, il 2025 ha registrato un dimezzamento dei contributi in conto esercizio erogati dalla Fondazione, attestati a 1,5 milioni di euro complessivi rispetto alle precedenti erogazioni annuali (3,5 milioni di euro nel 2022; 3,2 milioni nel 2023; 3 milioni nel 2024), introducendo così un ridimensionamento di oltre 1,5 milioni di euro e un cambiamento strutturale del quadro finanziario. Il nuovo modello operativo ha quindi consentito di assorbire oltre il 90% dell’impatto economico, grazie a una robusta azione di efficientamento che non ha inciso sulla programmazione. Sotto il profilo delle attività ed esposizioni promosse nel corso dell’anno, infatti, le varie sedi hanno complessivamente registrato oltre 111 mila presenze e incrementato sia l’offerta didattica per le scuole, anche tramite laboratori inclusivi e accessibili per studenti con BES e DSA o altre forme di disabilità, sia le proposte educative per adulti, famiglie e bambini, contribuendo in definitiva a rafforzare il ruolo di Genus Bononiae come polo culturale integrato, capace di connettere conservazione e produzione culturale, tradizione e contemporaneità.

Il 51% circa dei progetti sostenuti tramite bando nel 2025 ha ottenuto un cofinanziamento, tramite risorse dei soggetti proponenti o tramite fondi di terzi a supporto dello sviluppo progettuale, generando un effetto leva stimato di 3,5 volte l’ammontare delle risorse rese disponibili dalla Fondazione, in grado così di mobilitare processi filantropici più estesi e attivare 684 partner nello sviluppo dei progetti.

Il bando di finanziamento si conferma anche per il 2025 lo strumento principale per la selezione dei progetti in termini numerici ricoprendo circa l’86% (+11% rispetto al 2024) degli interventi ammessi, al cospetto del 6% per le azioni trasversali e di sistema e dell’8% per i progetti diretti dalla Fondazione.

La ripartizione delle erogazioni in base alla tipologia dei soggetti destinatari conferma una assegnazione delle risorse non solo al sostegno delle iniziative promosse dai diversi network a cui la Fondazione aderisce (come l’Acri a livello nazionale e l’Associazione regionale che riunisce le fondazioni di origine bancaria dell’Emilia-Romagna), ma anche alle organizzazioni del Terzo settore, a enti pubblici ed enti ecclesiastici che hanno partecipato ai bandi. Da evidenziare rispetto all’esercizio 2024 un incremento dell’impegno a favore degli enti pubblici territoriali e non (+14% circa), dovuto in particolare agli interventi a sostegno del sistema sociosanitario e dei servizi di assistenza e inclusione a favore della popolazione anziana e caregiver.

Monitoraggio, valutazione d’impatto e certificazione

Nel 2025 la Fondazione ha proseguito il percorso di monitoraggio e valutazione dell’impatto delle risorse assegnate sul territorio, coinvolgendo gli stakeholder nell’analisi dei risultati e nella rendicontazione dell’attività erogativa. L’analisi ha riguardato 209 progetti finanziati tramite bando nel 2023 e conclusi positivamente entro la fine del 2025. Per rendere la valutazione sempre più oggettiva e comparabile, la Fondazione ha consolidato un modello basato su quattro aree di cambiamento — Equità, Efficacia, Efficienza ed Esposizione — misurate attraverso 6 macro-indicatori trasversali e un sistema di 24 KPI. Grazie alla raccolta di dati quantitativi e qualitativi tramite 380 questionari somministrati agli stakeholder, è stato possibile attribuire a ciascun progetto un valore sintetico di impatto su scala da 1 a 5, nei diversi settori di intervento.

Nel corso dell’anno sono stati inoltre potenziati gli strumenti di misurazione, estendendone l’applicazione anche ai progetti diretti della Fondazione, tra cui Genus Bononiae, Rocchetta Mattei, BIGBO e Borgo Digani. Sotto il profilo dell’assetto organizzativo, la certificazione aziendale di qualità (UNI EN ISO 9001:2015) conseguita nel 2020 è stata riconfermata fino al 2026 in modo continuativo, attraverso verifiche annuali ordinarie e un articolato audit da parte dell’ente di certificazione accreditato RINA SpA. Il ricorso a metodologie e strumenti integrati in un Sistema di Gestione per la Qualità(SGQ) consolida l’adozione di una strategia di miglioramento continuo delle procedure operative, per soddisfare in modo sempre più efficace le esigenze degli stakeholder.

Il Bilancio di Missione è certificato da PwC. L’intero sistema di gestione finanziaria, patrimoniale e istituzionale mantiene inoltre la certificazione ISO 9001, a presidio della qualità dei processi, della trasparenza e del controllo. Predisposto graficamente in formato digitale per una consultazione interattiva, il Bilancio di Missione rendiconta gli effetti sociali dell’operato della Fondazione sul territorio metropolitano di Bologna.


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