Sviluppo del territorio

Presentate le attività formative e i corsi professionalizzanti dedicati alla castanicoltura montana

30/09/2026
CONDIVIDI

Accademia Nazionale di Agricoltura, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna insieme nel sostegno alla castanicoltura dell’Appennino bolognese

Per secoli il castagno ha sostentato l’economia e l’alimentazione delle popolazioni del nostro Appennino le quali, attraverso la cura dei castagneti, controllavano anche la gestione dei suoi boschi. L’abbandono delle aree montane, in particolare negli ultimi decenni, ha colpito fortemente i castagni tanto da verificare situazioni di dissesto idrogeologico e perdita di tradizionali attività territoriali legate alla castanicoltura, con ripercussioni sociali, culturali e paesaggistiche nei territori. Oggi la formazione e l’innovazione rappresentano la chiave per una corretta gestione delle aree interne, capaci di combinare sviluppo economico, sostenibilità ambientale, salvaguardia delle comunità e la richiesta di iniziative in tale direzione sta diventando stringente. Al fine di rispondere a queste esigenze Accademia Nazionale di Agricoltura, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna hanno deciso di impegnarsi nell’avvio di due attività formative, che si terranno nei mesi di ottobre e novembre 2026, dedicate a studenti che abbiano conseguito il diploma di scuola secondaria e laureati triennali e magistrali dell’Università di Bologna. L’obiettivo finale è quello di favorire opportunità di lavoro giovanile in montagna, dedicate alla gestione forestale della castanicoltura, per formare nuove professionalità incentivando anche il ricambio generazionale.

“L’Accademia Nazionale di Agricoltura è grata alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per il supporto che hanno voluto concedere a questo progetto di formazione specialistica a favore dell’Appennino. La castanicoltura – ha detto il Prof. Federico Magnani, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura – è una risorsa importante per i nostri territori, che dopo anni di abbandono è ora oggetto di un rinnovato interesse da parte dei mercati e della Regione, ed è essenziale formare giovani che possano coniugare tradizione e innovazione, mettendo a frutto anche le eccellenze dell’Alma Mater. Il ruolo dell’Accademia Nazionale di Agricoltura è di stimolare e facilitare, coinvolgendo sulle richieste del territorio le migliori energie, in una logica di sistema.”

“La collaborazione con l’Accademia Nazionale di Agricoltura e con la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna nasce dalla volontà di contribuire, attraverso la formazione, a creare nuove opportunità per i giovani e a mantenere viva un’antica vocazione del nostro Appennino – ha commentato Patrizia Pasini, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna –. Il Castagneto di Granaglione, di proprietà della Fondazione Carisbo, oggi riconosciuto come Centro nazionale per lo studio e la conservazione della biodiversità forestale, è l’unico in Italia interamente vocato al castagno e rappresenta un patrimonio da custodire. Un luogo nel quale tutela ambientale, trasmissione delle competenze e nuove prospettive occupazionali possono incontrarsi, insieme a un’importante funzione educativa rivolta a studenti, bambini e famiglie che lo visitano. Investire in progettualità come quelle oggi presentate significa quindi sostenere non solo la castanicoltura, ma anche la vitalità delle comunità e del nostro territorio montano.”

“Sostenere i territori significa offrire ai giovani gli strumenti per costruire qui il proprio futuro – ha dichiarato Pierluigi Stefanini, Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna –. La collaborazione con l’Accademia Nazionale di Agricoltura e Fondazione Carisbo si inserisce in un percorso consolidato di attenzione al nostro Appennino e alle sue comunità. Attraverso questa formazione specialistica vogliamo trasferire ai ragazzi competenze concrete e creare nuove opportunità di lavoro: un impegno che unisce lo sviluppo occupazionale delle aree interne alla cura attiva del territorio e alla tutela della biodiversità.”

I corsi dedicati alla gestione del castagneto in montagna

Le attività formative, entrambe supportate dalle due Fondazioni bancarie bolognesi, si svolgeranno per la parte teorica a Porretta Terme mentre, per quella pratica, presso il “Centro Nazionale per lo studio e la conservazione della biodiversità Forestale” di Granaglione. Organizzate dall’Accademia Nazionale di Agricoltura vedono, inoltre, la collaborazione dell’Università degli Studi di Bologna tramite il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari.

Il corso per “Addetto alla gestione di un castagneto con specifiche competenze in potatura ed innesto”, destinato ai neo diplomati degli istituti scolastici bolognesi, fornisce le conoscenze pratiche per lavorare nelle attività dedicate alla salute e alla produttività del castagneto. Le nozioni che verranno insegnate sono rivolte alla potatura, essenziale per equilibrare la chioma favorendo l’illuminazione del castagno, alla gestione del suolo, che implica l’arricchimento in sostanza organica, la pulizia del castagneto e la creazione di innesti per rinnovo e ringiovanimento delle piante e utili al loro controllo fitosanitario.

Partecipanti: 10 persone.
Periodo: Dal 9 al 13 novembre 2026.
Durata: 20 ore.
Luogo: Albergo “I Santoli” di Porretta Terme per lezioni in aula e presso il “Centro Nazionale per lo studio e la conservazione della biodiversità Forestale” per le esercitazioni in campo.
Iscrizione: Mediante bando dell’Accademia Nazionale di Agricoltura.
Partecipazione: Gratuita.

Il corso “Gestione del castagneto da frutto e da legno”, indirizzato a laureati triennali e magistrali, ad operatori del settore o tecnici dei Comuni montani mira, attraverso un approccio integrato e multidisciplinare, a trattare argomenti come la valutazione della diversità biologica del castagno, il recupero e gestione di un castagneto e la relativa filiera dedicata ai frutti e al legno. L’obiettivo è quello di fornire, evidenziando le caratteristiche peculiari, i vantaggi e le criticità delle diverse situazioni, specifiche nozioni di gestione del bosco e delle attività connesse per organizzare a livello manageriale una completa tutela dell’ambiente montano.

Partecipanti: Dalle 10 alle 15 persone.       
Periodo: Dal 13 al 15 ottobre 2026.  
Durata: 35 ore.         
Luogo: Biblioteca Comunale di Porretta Terme “Gilberto Martinelli” per lezioni in aula e presso il “Centro Nazionale per lo studio e la conservazione della biodiversità Forestale” per le esercitazioni in campo.
Iscrizione: Mediante bando di concorso, con valutazione dei curriculum pervenuti e motivazioni espresse dei candidati alla partecipazione, dell’Università degli Studi di Bologna.
Partecipazione: Gratuita.


Notizie