Cultura, Sviluppo del territorio
15/07/2026
A Campolo quattro giorni di eventi per raccontare gli esiti del progetto pilota finanziato dal Pnrr, tra cui il recupero dell’ala arabo-moresca e del giardino storico della Rocchetta Mattei
Dal 16 al 19 luglio sarà il borgo di Campolo, nel comune di Grizzana Morandi, ad ospitare la presentazione di tutti i progetti, realizzati e in corso, di uno dei più significativi interventi di rigenerazione territoriale realizzati nell’Appennino emiliano-romagnolo, aggiudicatosi nel 2023 il finanziamento da 20 milioni di euro previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza nell’ambito della misura Attrattività dei Borghi, finanziata dall’Unione europea, NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura, risultando vincitore della selezione regionale.
L’intervento complessivo “Da Campolo l’arte fa Scola”, attuato direttamente dal Comune di Grizzana Morandi, accompagnato dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con il Ministero della Cultura, in questi quattro anni di lavoro ha coinvolto l’intero sistema territoriale, mettendo in rete alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’Appennino bolognese: la Scola, il Palagio, la Casa Museo Giorgio Morandi e la Rocchetta Mattei, acquistata nel 2005 dalla Fondazione Carisbo che ne ha sostenuto un pluriennale intervento di restauro e recupero fino all’apertura al pubblico nel 2015.
All’interno dell’evento ‘Spaesaggi Festival’, visite guidate ai cantieri e ai luoghi della rigenerazione, incontri istituzionali, laboratori, spettacoli, approfondimenti e momenti di confronto racconteranno il percorso di rinascita di Campolo, borgo nell’Appennino bolognese a rischio di spopolamento che torna a immaginare il proprio futuro partendo dalla cultura e dal paesaggio, innovando le tradizioni e offrendo nuove opportunità di vita, lavoro e attività per un modo innovativo di vivere il territorio.
Un percorso di rigenerazione diventato molto più di un intervento urbanistico, che ha impegnato un budget complessivo di quasi 21,5 milioni (con una minima integrazione di fondi comunali e di bandi regionali e nazionali) destinati agli interventi di recupero, riuso e ristrutturazioni degli edifici, acquisto degli immobili e spese di progetto, ma anche ad altrettanto importanti ’azioni immateriali’. Come la nascita della Scuola della Pietra e del Costruito Storico dell’Appennino, della Casa delle Arti, lo sviluppo della cooperativa di comunità Palens, che si accompagnano al recupero di residenze e luoghi di accoglienza turistica e agli interventi sul patrimonio culturale e paesaggistico; a testimonianza della costruzione, riuscita, di un sistema territoriale che punta a generare nuove opportunità economiche, occupazionali e sociali.
I luoghi e i contenuti del progetto
Il progetto coinvolge alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’Appennino bolognese, chiamati a svolgere un ruolo centrale nella nuova offerta culturale del territorio.
Alla Rocchetta Mattei – già luogo di attrazione turistica la cui gestione in convenzione è stata affidata dalla Fondazione al Comune di Grizzana Morandi –, è in corso uno dei più importanti interventi di restauro degli ultimi anni. I lavori hanno interessato il giardino storico e l’intera ala arabo-moresca, comprendendo il recupero delle sale storiche del piano terra, del Corridoio, della Loggia delle Uri e della Scala Araldica, oltre al consolidamento strutturale e al restauro di ambienti di straordinario pregio come la Loggia Carolina, il Salotto Turco, la Camera Turca, la Stanza del Papa e la Sala degli Specchi, e la messa in sicurezza degli ambienti dell’ala del Conte Cesare Mattei.
Il progetto ha assunto anche un importante valore formativo. Da maggio 2025, grazie alla collaborazione tra il Comune di Grizzana Morandi e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, il cantiere è diventato un’aula didattica a cielo aperto. Studentesse e studenti del Corso di laurea magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali partecipano infatti direttamente alle attività di recupero di alcuni degli ambienti più preziosi del complesso monumentale, sperimentando sul campo metodologie e tecniche di restauro. Il cantiere si conferma così un luogo dove tutela, ricerca e formazione procedono insieme, trasformando ogni intervento di recupero in un’occasione di crescita professionale e trasmissione delle competenze. Al termine dei lavori, gli spazi restaurati consentiranno di ampliare l’offerta culturale, artistica ed espositiva della Rocchetta Mattei.
Poco distante, il Compendio del Palagio viene restituito alla collettività come futura Casa delle Arti. Gli edifici restaurati saranno dedicati alla musica, arti performative, fotografia, arti digitali, storytelling multimediale e nuove tecnologie, con spazi destinati alla ricerca, formazione, residenze artistiche e accoglienza.
Anche la Casa Museo Giorgio Morandi, luogo profondamente legato alla vita e all’opera del grande pittore bolognese, è stata interessata da importanti lavori di manutenzione straordinaria conclusi nel dicembre 2024, che hanno consentito la riapertura al pubblico nel luglio 2025, nel pieno rispetto dell’assetto originario dell’abitazione.
L’antica arte degli scalpellini dà vita alla Scuola della Pietra e del Costruito Storico
La rigenerazione di Campolo non riguarda soltanto edifici, piazze e infrastrutture. Al centro del progetto c’è anche il recupero di un patrimonio immateriale che per secoli ha plasmato il paesaggio dell’Appennino bolognese: l’antica arte degli scalpellini. Campolo è conosciuto come il ‘borgo degli scalpellini’. A seicento metri di altitudine, alle pendici del massiccio del Montovolo, si sviluppò infatti una delle più importanti tradizioni di lavorazione dell’arenaria dell’Appennino. Un sapere antico, trasmesso per secoli da maestro ad apprendista, che rischiava progressivamente di scomparire assieme allo spopolamento della montagna. Per questo il progetto “Da Campolo l’arte fa Scola” ha scelto di trasformare la tradizione in una risorsa per il futuro, facendo della formazione uno dei suoi principali strumenti di rigenerazione.
Nasce così la Scuola della Pietra e del Costruito Storico dell’Appennino, promossa dal Comune di Grizzana Morandi con la Regione Emilia-Romagna, l’IIPLE Scuola Edile di Bologna, Università di Bologna, l’associazione Fulvio Ciancabilla e numerose realtà imprenditoriali del territorio. L’obiettivo è costruire un centro permanente dedicato alla conservazione e alla trasmissione delle competenze necessarie per il recupero del patrimonio storico dell’Appennino, formando una nuova generazione di artigiani, tecnici, restauratori, progettisti e professionisti capaci di intervenire sugli edifici storici con competenze aggiornate, sensibilità paesaggistica e conoscenza delle tecniche costruttive tradizionali.
A rafforzare questo percorso è nato anche il Corso di Alta formazione “Recupero e Conservazione del Patrimonio storico dell’Appennino”, promosso dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna e diretto dalla professoressa Giorgia Predari. Il progetto assume così un valore che supera i confini dell’Appennino bolognese.
Innovazione sociale: la cooperativa di comunità Palens
Uno dei risultati più significativi del percorso partecipativo è la nascita della cooperativa di comunità Palens, costituita nell’ottobre 2023. La cooperativa rappresenta uno degli strumenti attraverso cui la comunità locale è chiamata a diventare protagonista della gestione e dello sviluppo del territorio. Possono aderirvi residenti, proprietari di seconde case e operatori economici del Comune di Grizzana Morandi e della Valle del Limentra, condividendo un progetto fondato su cura del territorio, innovazione, sostenibilità e sulla creazione di nuove opportunità di lavoro. Dal 2024 Palens organizza visite guidate, trekking, escursioni in bicicletta ed e-bike e iniziative dedicate alla scoperta del patrimonio storico e naturalistico dell’Appennino. Da luglio 2025, inoltre, è operativo L’Angolo di Palens, a Riola di Vergato, uno spazio che riunisce bottega dei prodotti locali, punto ristoro e centro di informazione turistica. Qui i visitatori possono acquistare specialità del territorio, ricevere informazioni su itinerari ed eventi, noleggiare biciclette elettriche e costruire un’esperienza di visita che integra cultura, natura ed enogastronomia. La cooperativa sarà anche uno dei principali soggetti chiamati a gestire gli spazi recuperati dal progetto, contribuendo alla loro vitalità nel tempo e accompagnando il percorso di insediamento di nuove imprese e attività.
Il recupero di edifici e spazi pubblici
In questi quattro anni sono stati acquisiti al patrimonio pubblico circa 13 ettari di terreni e recuperate 23 unità immobiliari disabitate o dismesse, da destinare ad affitti calmierati, residenzialità temporanea e ospitalità diffusa. Accanto alla funzione residenziale nascono nuovi luoghi dedicati alla comunità e all’economia locale: uno spazio multifunzionale con ostello, laboratorio di comunità, bottega e punto ristoro, mentre l’ex ristorante “Anna”, luogo simbolico della memoria collettiva di Campolo, è stato recuperato per ospitare un’attività di ristorazione capace di valorizzare i prodotti tipici del territorio e le produzioni locali.
Parallelamente al recupero degli edifici è stata realizzata una profonda riqualificazione degli spazi pubblici a Campolo, in particolare della piazza e della strada di collegamento con il borgo medievale della Scola, insieme al rafforzamento della rete escursionistica e del sistema dei cammini dell’intero territorio. Grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale attraverso il completo rinnovamento dell’illuminazione pubblica con sistemi ad alta efficienza energetica progettati nel rispetto del paesaggio e delle norme sull’inquinamento luminoso.
Iniziative culturali
Tra le iniziative che hanno accompagnato il progetto assume un ruolo centrale ‘Spaesaggi Festival’, la rassegna che dal 2024 anima la Rocchetta Mattei e i luoghi della rigenerazione e che quest’anno sarà dedicata alla presentazione dei progetti di restauro. Accanto al festival sono nate esperienze originali come Cantieri Sonori, che ha trasformato gli stessi cantieri di recupero in spazi dedicati alla musica e agli spettacoli, le residenze di scrittura contestuale “Occasioni”, avviate nel 2025 in cui autrici e autori sono invitati a trascorrere un periodo a Campolo. Anche le arti contemporanee trovano spazio nel progetto, grazie alle residenze d’artista.
Una sfida ambiziosa e complessa, nella quale il progetto “Da Campolo l’arte fa Scola” ambisce a trasformarsi in una visione condivisa per generare un nuovo modo di abitare l’Appennino.
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