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Inaugurato il Condominio solidale XXI Aprile (ex Clinica Beretta)

14/07/2026
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Un progetto di abitare collaborativo realizzato grazie al co-finanziamento della Fondazione Carisbo che sarà gestito dalla Fondazione Abitare Bologna

Ieri in via XXI Aprile 15, alla presenza del sindaco Matteo Lepore, della vicesindaca Emily Clancy, del presidente del Quartiere Porto Saragozza Lorenzo Cipriani, della presidente di Fondazione Carisbo Patrizia Pasini, del presidente di Acer Bologna Marco Bertuzzi e Ambrogio Dionigi, presidente di Fondazione Abitare Bologna, è stato inaugurato il Condominio solidale XXI Aprile (ex Clinica Beretta).

Il progetto si inserisce nella seconda strategia del Piano per l’Abitare promosso dal Comune di Bologna, specificamente orientata alla sperimentazione e alla realizzazione di nuovi modelli collaborativi di abitare, ponendo l’accento sull’inclusione sociale e sul contrasto alla discriminazione nell’accesso alla casa.

Questa iniziativa di edilizia residenziale sociale è stata resa possibile grazie al co-finanziamento garantito dalla Fondazione Carisbo, mentre la gestione operativa, sociale e l’accompagnamento attivo degli inquilini sono affidati alla Fondazione Abitare Bologna, che opera in veste di gestore sociale.

Il bando per l’assegnazione degli alloggi

Il bando pubblico, concluso il 31 dicembre 2025, ha ricevuto un totale di 486 domande. In seguito alle istruttorie tecniche e alla verifica formale dei requisiti d’accesso, 414 nuclei sono risultati idonei e formalmente ammessi alle successive fasi di selezione, mentre sono state registrate 70 esclusioni complessive. A seguito della pubblicazione della graduatoria definitiva, sono stati infine individuati i 16 nuclei familiari assegnatari che andranno a comporre la prima comunità residente del complesso Ex Beretta, per un totale complessivo di circa quaranta persone.

Sotto il profilo demografico e di genere, la comunità che si sta costituendo evidenzia una forte presenza femminile, con 27 donne che rappresentano il 67%, a fronte di 13 uomini che costituiscono il restante 33%, inseriti in una compagine generazionale dinamica caratterizzata da un’età media generale di 35 anni, dalla presenza di 11 minori e di 4 componenti di età superiore ai 70 anni. La distribuzione vede 5 nuclei composti da una sola persona, 3 nuclei composti da due persone, 3 nuclei da tre persone e 5 nuclei composti da quattro persone.

All’interno di questo quadro generale di partecipazione, un’attenzione particolare è stata riservata alle categorie tutelate da specifiche riserve previste dal bando, le quali hanno registrato una risposta significativa. Nel dettaglio, la tipologia che ha visto il maggior numero di richieste è stata quella dei nuclei monogenitoriali, con 43 domande presentate, seguita dalle coppie con componenti di età inferiore ai trentacinque anni, che hanno fatto registrare 35 candidature. Sono state inoltre presentate 19 domande da parte di persone con disabilità motoria e 14 domande provenienti da nuclei comprendenti componenti over 70. Infine, sono state presentate 3 domande da parte di rifugiati politici e 2 domande riferite a nuclei con componenti vittime di violenza accompagnate in un percorso pubblico dei servizi socio-sanitari. L’ISEE medio dei nuclei ammessi è di poco inferiore a 17.000 euro, mentre l’ISEE medio effettivo dei 16 assegnatari definitivi è pari a circa 12.500 euro.

Il restauro e la realizzazione degli alloggi

L’immobile, originariamente destinato a clinica medica privata, nel 1971 venne adibito a Servizi odontoiatrici e stomatologici (Istituto Clinico per le malattie della bocca “A. Beretta”). Si sono succedute nel tempo diverse proprietà fino all’acquisizione del Comune di Bologna nel dicembre 2018. L’immobile venne dichiarato d’interesse storico artistico con il decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali n. 2026 del 10 settembre 2009.

In seguito alla sottoscrizione, nel luglio 2019, del Protocollo d’Intenti fra Comune e Fondazione Carisbo, co-finanziatori del progetto di restauro, si è avviata la progettazione esecutiva per trasformare la ex clinica in un edificio residenziale. A seguito dell’ottenimento dell’autorizzazione ai lavori da parte della Soprintendenza, con ingenti prescrizioni per la fase esecutiva, dopo le opere di demolizione interna, nel maggio 2023 sono iniziati i lavori di restauro, che si sono conclusi il 30 aprile 2026.

Il progetto ha visto la realizzazione di 16 appartamenti per complessivi 1.027 mq di superficie utile, con cantine pertinenziali e spazi comuni per complessivi 318 mq di superficie accessoria; il consolidamento strutturale dell’immobile ed il suo efficientamento energetico (cappotto termico interno, infissi a bassa trasmittanza, impianto di climatizzazione invernale ad alta efficienza, elettrificazione delle utenze), ha consentito di raggiungere una classe energetica A2 (con un risparmio energetico di circa il 70% rispetto alle condizioni di partenza). Il costo complessivo dell’intervento è di circa 4.228.000 euro, di cui 3 milioni finanziati dalla Fondazione Carisbo.

L’area cortiliva esterna a servizio del condominio è di circa 1.160 mq ed è comprensiva di 3 posti auto per disabili. La superficie utile degli alloggi va da un minimo di 40,15 mq (monolocale) a un massimo di 90,07 mq (quadrilocale); i canoni mensili applicati vanno da circa 395 euro per l’alloggio più piccolo a 688 euro per quello più grande.

Le dichiarazioni

“Rispondere alla domanda abitativa dei bolognesi è una nostra priorità ed è per questo che abbiamo investito risorse importanti per consegnare nel mandato più alloggi possibili alle famiglie – dichiara il sindaco Matteo Lepore –. Abbiamo sbloccato cantieri, azzerato lo sfitto in ACER e avviato la realizzazione di nuovi alloggi. Oggi, con la fine di questo intervento diamo un futuro a 16 famiglie di Bologna.
Il Condominio solidale di via XXI Aprile rappresenta un’idea precisa di città. Una città che considera il diritto alla casa uno dei pilastri della dignità delle persone e che sceglie di investire non solo negli alloggi, ma anche nelle relazioni, nella collaborazione e nella coesione sociale. È questa la direzione del nostro Piano per l’Abitare. Ed è la stessa direzione che abbiamo preso lanciando il programma ‘Bologna ti sostiene’ la settimana scorsa, per l’accesso a forme di microcredito a tasso zero e spese solidali. Questa è la cornice morale che ci siamo dati come comunità. La storia di questo edificio racconta anche la capacità di Bologna di trasformare i luoghi. Un immobile che per anni è rimasto inutilizzato oggi torna a vivere grazie a una collaborazione tra istituzioni, Fondazione Carisbo e Fondazione Abitare Bologna. È un investimento che restituisce valore al quartiere e offre una prospettiva concreta a sedici nuclei familiari che da oggi potranno chiamare questo luogo casa. Nei primi quattro anni del nostro mandato abbiamo consegnato 1.477 alloggi ACER a altrettante famiglie. Un risultato importante per il quale voglio ringraziare chi lavora nel settore abitare del Comune e di ACER. Entro mandato andremo oltre grazie a nuovi interventi di rilievo.”

“Oggi l’ex Clinica Beretta, un luogo che ha rappresentato per troppo tempo un vuoto urbano, viene finalmente restituita al quartiere e alla città trasformandola in una nuova comunità fatta di case, spazi condivisi e relazioni preziose, sia tra le e gli abitanti del condominio solidale sia con il tessuto sociale del Quartiere in cui si inserisce – sottolinea la vicesindaca Emily Clancy –. È una delle esperienze più belle del nostro Piano per l’Abitare e la dimostrazione che investire sull’abitare collaborativo significa investire sulla qualità della vita delle persone e sulla coesione delle nostre comunità. Questo risultato è stato possibile grazie a un grande lavoro collettivo e al fondamentale contributo della Fondazione Carisbo, che ha scelto di credere insieme a noi in questo progetto.”

“Questa inaugurazione rappresenta il compimento di un percorso avviato insieme al Comune di Bologna diversi anni fa e al quale Fondazione Carisbo ha scelto di contribuire con un investimento di 3 milioni di euro. È un intervento che interpreta pienamente la nostra idea di welfare di comunità: sostenere progetti capaci di generare un impatto duraturo, rispondendo ai bisogni delle persone e contribuendo, allo stesso tempo, alla crescita sociale della città. Investire nell’edilizia sociale significa molto di più che realizzare nuovi alloggi: significa rendere più accessibile il diritto all’abitare, offrire opportunità a persone e famiglie che vivono situazioni di fragilità, promuovere coesione e qualità della vita. Nondimeno, significa inoltre rigenerare il patrimonio urbano, restituendo spazi alla comunità e trasformandoli in luoghi dove costruire relazioni, partecipazione e reciproco sostegno, capaci in definitiva di lasciare un’eredità positiva per la città e per le generazioni future”, è il commento della presidente della Fondazione Carisbo Patrizia Pasini.


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