Cultura
05/10/2026
Grazie alla collaborazione con il Conservatorio G.B. Martini di Bologna, si rinnova la programmazione del Museo tra concerti, alta formazione e accessibilità
Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Opera Laboratori, nell’ambito del progetto Genus Bononiae, inaugurano la nuova stagione culturale del Museo San Colombano per il 2026/2027, con un programma ampio che intreccia concerti, alta formazione, ricerca, didattica e accessibilità, confermando la propria identità di museo unico nel panorama internazionale, dal momento che qui gli strumenti musicali antichi possono continuare ad essere ascoltati oltre che ammirati.
Cuore di questa nuova fase è l’accordo di collaborazione siglato nel marzo scorso tra Fondazione Carisbo e il Conservatorio di Musica G.B. Martini di Bologna, istituzione di alta formazione musicale riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Grazie a questa intesa, il Conservatorio garantisce la cura, il mantenimento e il buono stato di conservazione delle preziose collezioni di strumenti antichi, assicurando che clavicordi, clavicembali, spinette, organi e pianoforti restino perfettamente funzionanti e pronti a essere suonati.
Grazie alla presenza regolare degli allievi del Conservatorio iscritti ai corsi più avanzati, che frequentano il museo per esercitarsi sugli strumenti storici, le sale di San Colombano risuoneranno spesso anche durante il normale orario di apertura. Si tratta di un’attività programmata e seguita dai docenti del Conservatorio, che ne stabiliscono tempi e modalità nel pieno rispetto della delicatezza di questi strumenti: suonarli con regolarità e con la cura necessaria è, del resto, parte integrante della loro conservazione. È proprio questa possibilità di sentire gli strumenti suonare dal vivo a rendere unico il museo: chi lo visita potrà imbattersi nelle note di un giovane musicista che prova un brano su un clavicembalo secentesco, vivendo un’esperienza sonora ed emotiva che pochi altri musei al mondo possono offrire.
L’attività concertistica
Il calendario dei concerti aperti al pubblico entra nel vivo già domenica 11 ottobre, alle ore 18, con l’ensemble “Il Giardino di Delizie” e il suo programma dedicato al soggiorno bolognese di Giacomo III Stuart, pretendente al trono inglese, e della moglie, la principessa polacca Maria Clementina Sobieska. Ne sarà interprete il controtenore Rafał Tomkiewicz, tra i talenti più apprezzati della musica antica in Europa; l’evento è firmato dal Sobieska International Music Festival, progetto cofinanziato dal Ministero della Cultura polacco. Giovedì 22 ottobre, nel pomeriggio, la musica antica torna protagonista con “Pastorale”, concerto inserito nel convegno di studi “La Biblioteca del Conservatorio di Musica G.B. Martini e il Museo internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna. Storia di due patrimoni bibliografici”. L’Ensemble di musica antica del Conservatorio di Bologna, con Francesco D’Alessio e Daniele Salvatore ai flauti, Carla Milda al violoncello barocco, Leone Buiatti alla tiorba e Laura Di Cera al clavicembalo, eseguirà musiche di Giovanni Battista Martini, Johann Joachim Quantz ed Elias Brunnenmüller. Si prosegue sabato 24 ottobre, sempre alle 18, con Luca Colardo al violoncello e Sandra Conte al pianoforte, in collaborazione con Organi Antichi.
Organi Antichi firma anche l’appuntamento del 7 novembre: alla stessa ora, Matteo Messori proporrà un programma monografico dedicato a Johann Sebastian Bach, alternandosi tra clavicembalo, organo e pianoforte. A chiudere il mese, venerdì 20 novembre alle 16:30, sarà la volta di “Passioni terrene, ardori celesti. Dramma, affetti e devozione nel Seicento e nel Settecento italiano”, concerto a cura delle cantanti Maria Teresa Becci e Margherita Minardi, accompagnate dall’Ensemble barocco del Conservatorio bolognese. Infine, il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si terrà il concerto “Musiche al femminile – compositrici, dediche, salotti e racconti”, a cura di Susanna Piolanti (clavicembalo, pianoforte) e Karla Bocaz Munoz (violino); il programma sarà dedicato alle musiche di compositrici tra fine Settecento e primi anni dell’Ottocento. Gli appuntamenti successivi saranno resi noti nelle prossime settimane sul sito www.genusbononiae.it.
L’attività didattica e di alta formazione musicale
Accanto ai concerti, la collaborazione con il Conservatorio di Bologna rilancia la vocazione di San Colombano come centro di alta formazione musicale. Il 9 e il 10 novembre il museo ospiterà la prima masterclass della stagione: “Fantasia Britannica. La scuola inglese tra Restaurazione e Barocco”, tenuta da Helena Zemanova (violino barocco), in collaborazione con il Conservatorio di Bologna. A gennaio sarà poi la volta di una masterclass tenuta dal celebre clavicembalista francese Christophe Rousset. A queste occasioni, si affianca un più ampio programma di workshop, convegni e attività didattiche, pensato per mettere in dialogo giovani musicisti, docenti e musicologi provenienti da conservatori e istituzioni italiane e internazionali.
Le iniziative dedicate a persone non vedenti e ipovedenti
La stagione 2026/2027 conferma, inoltre, l’impegno di San Colombano sul fronte dell’accessibilità, che negli anni ha fatto del museoun modello di inclusione. Tra le iniziative rivolte alle persone non vedenti e ipovedenti, il programma prevede visite guidate e percorsi pensati appositamente per questo pubblico, che si affiancano agli strumenti di accessibilità già a disposizione del museo: dalle schede tattili all’app “San Colombano”, che consente l’ascolto degli strumenti della collezione anche tramite cuffie a conduzione ossea.
Parallelamente alla programmazione dei prossimi mesi, il Museo San Colombano continua a consolidare la propria rete di relazioni con le principali istituzioni culturali della città e del territorio, per aprirsi a pubblici sempre più ampi e diversificati. Prosegue così la collaborazione con Eufonica, il salone della musica e delle sue professioni di BolognaFiere, con cui già nel 2026 si sono organizzati eventi all’interno degli spazi del museo. A partire dal 2027 prenderà inoltre il via una nuova collaborazione con AngelicA – Centro di Ricerca Musicale, realtà bolognese di riferimento per la musica contemporanea e sperimentale.
Attraverso concerti, alta formazione, didattica e accessibilità, il Museo San Colombano si conferma così un modello di museo vivo e partecipativo, in cui il patrimonio storico dialoga ogni giorno con il pubblico.
