Il 26 febbraio a Casa Saraceni la presentazione dei sei volumi della collana “Futurismo emiliano e romagnolo”

Nell’ambito della mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine” nelle Collezioni della Fondazione Carisbo, giovedì 26 febbraio alle ore 16 presso la Sala Assemblee di Casa Saraceni (via Farini 15, ingresso libero), Fondazione Carisbo ed Edizioni Pendragon presentano i sei volumi della collana Futurismo emiliano e romagnolo, iniziativa editoriale sostenuta dalla Fondazione nel 2014 e realizzatasi negli anni successivi con la pubblicazione dei titoli previsti.

Intervengono: Antonio Bagnoli, Edizioni Pendragon, Enrico Bittoto, Direttore della collana, e Angelo Mazza, Conservatore delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione che, al termine della presentazione, accompagnerà il pubblico in visita guidata alla mostra con opere della prima metà del Novecento, provenienti dalle Collezioni della Fondazione, attorno ai temi del “Futurismo” e del “Ritorno all’ordine”.   

L’Emilia-Romagna e il Futurismo: una geografia dell’avanguardia in Emilia-Romagna

La regione Emilia-Romagna occupa un posto peculiare nella storia del Futurismo italiano. Pur non essendo culla originaria del movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti, si configura come uno dei laboratori più dinamici di ricezione, rielaborazione e diffusione delle poetiche d’avanguardia. Tra gli anni Dieci e Trenta del Novecento, città come Bologna, Ferrara e molti altri centri minori diventano nodi culturali in cui letteratura, arti visive, grafica e comunicazione dialogano con le istanze di modernità, velocità e innovazione linguistica tipiche del movimento.

Il Futurismo emiliano-romagnolo non si presenta come fenomeno monolitico, ma come costellazione di esperienze che riflettono la tensione tra avanguardia e tradizione, tra slancio sperimentale e specificità locali. In questo quadro, la regione emerge come spazio di contaminazione culturale, dove le “parole in libertà”, la destrutturazione sintattica e la centralità della dimensione urbana si intrecciano con una storica densità intellettuale. Rileggere oggi il Futurismo in Emilia-Romagna significa riconoscere il contributo di un territorio che, pur ai margini delle narrazioni canoniche, ha partecipato attivamente alla ridefinizione dei codici artistici e letterari del Novecento, lasciando un’eredità visibile nelle pratiche della comunicazione visiva, nella poesia sperimentale e nelle culture del progetto.

La collana

Diretta da Enrico Bittoto, studioso del Futurismo, ha proposto sei titoli, disponibili nelle principali librerie e negli store internet:

  • Provincia tecnologica. Alfonso Bossetti e la poesia futurista dei tecnicismi
    Il volume ricostruisce la figura di Alfonso Bossetti (1906-1988), poeta e intellettuale modenese legato al Futurismo tardo-autarchico e autore di una “poesia dei tecnicismi” che unisce culto della macchina e tensione spirituale. L’opera si apre con una premessa storica di Enrico Bittoto che inquadra la nascita della poesia dei tecnicismi come evoluzione delle “parole in libertà” marinettiane, espressione della modernità industriale e della propaganda fascista. Seguono una biografia curata da Andrea e Rosaluna Capucci, basata sull’archivio di famiglia, che ripercorre la vita di Bossetti tra Modena e Fanano, la corrispondenza con Marinetti e l’attività di poeta, prosatore e sceneggiatore. Al termine, quattro testi inediti di Bossetti.
  • Il futurismo politico di Attilio Crepas
    Il volume ricostruisce la biografia di Attilio Crepas e presenta ai lettori un’ampia silloge delle sue composizioni futuriste.
  • Futurtecnica. Canti, suoni, armi, e… motori nella poesia di Primo Brugnoli  
    Nel volume viene riproposto il lavoro più caratteristico di Primo Brugnoli, “Canti d’armi e motori”, riprodotto in anastatica e corredato da un commento critico che contestualizza il Brugnoli al pari di altri coevi colleghi scrittori i quali, pur senza conoscersi, trattarono nei medesimi anni tematiche molto più che affini.
  • Cineprese futuriste. Atti del Convegno internazionale nei cento anni del Manifesto della cinematografia futurista
    Trascorsi cento anni dal manifesto La cinematografia futurista, il volume offre ai lettori la possibilità di conoscere quanto questo movimento – ancora studiato come nessun altro del Novecento – abbia prodotto nell’ambito della “settima arte”. I saggi raccolti, infatti, tracciano la storia del rapporto tra il Futurismo e il cinema, rapporto che fu, sì, molto travagliato, ma anche fecondo. Perché se è vero che il teatro offriva ai futuristi quel palcoscenico naturale per le loro performance dissacranti e provocatorie, il cinema poteva offrire quella “riproducibilità tecnica” che all’inizio del Novecento significava progresso, quel progresso che tanto affascinava Marinetti e i suoi seguaci.
  • La vita tumultuosa di Antonio Foschini
    Il volume ricostruisce la vita e le opere di un autore importante che vinse il Premio Viareggio nel 1932 ma oggi completamente dimenticato. Un autore nato nell’ambiente futurista, insofferente, irregolare, che pur avendo una vita “tumultuosa” ha lasciato opere che ancora oggi destano interesse.
  • La felicità al 101° piano
    Si tratta di una commedia futurista scritta nel 1928 da Giuseppe Fabbri, arrivata inedita fino ad oggi. Trova una sua collocazione in quella vena narrativa tipica del periodo (che si protrarrà per tutti i successivi anni Trenta del Novecento) che, prendendo le mosse dal cinema espressionista tedesco degli anni Venti (Il gabinetto del dottor Caligari, Il dottor Mabuse, ecc.), si diletta a ritrarre figure di dottori folli o, quantomeno, singolari, immergendosi in un’estetica clinico-psicologico-farsesca che potremmo scherzosamente chiamare “commedia sanitaria”. Il volume è completato da scritti che ricostruiscono la vita, la bibliografia e le opere dell’autore – anche attraverso ampi stralci della sua interessante corrispondenza – fornendo materiali preziosi per un approfondimento del movimento futurista emiliano-romagnolo.

A Casa Saraceni la mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine” nelle Collezioni della Fondazione

Apre al pubblico giovedì 22 gennaio alle ore 15, nelle sale espositive di Casa Saraceni, sede della Fondazione Carisbo (via Farini 15, Bologna), la mostra che nell’ambito di ART CITY Bologna 2026 e ART CITY White Night, in occasione di Arte Fiera, raccoglie un’ampia selezione di opere della prima metà del Novecento provenienti dalle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione, attorno ai temi del “Futurismo” e del “Ritorno all’ordine”. Vengono esposte opere di: Marinetti, Casarini, Balla, Caviglioni, Baldessari, Ambrosi, Sironi, D’Anna, Bruschetti, Favalli, Delle Site, Tato, Masoero, Mino Rosso, Depero; inoltre, Wildt, Sironi, Martini, De Pisis, De Chirico, Casorati e altri.

La mostra

Un folto nucleo di opere documenta, nelle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione, il movimento culturale peculiarmente italiano del “Futurismo”, che tocca non solo le arti figurative nelle diverse espressioni (dalla pittura alla scultura, dall’architettura alla grafica), ma anche la letteratura, la musica, la fotografia e la cinematografia. Fondatore del movimento fu il poeta Filippo Tommaso Marinetti che ne espose il manifesto nel 1909. Alle spalle sono i rivolgimenti sociali di quegli anni: i mutamenti politici, i venti di guerra, le scoperte tecnologiche, le nuove forme di comunicazione senza fili (il telegrafo, la radio), le conquiste della locomozione (treni, automobili, aeroplani), l’ebbrezza di una velocità fino allora fantasticata dai poeti, il superamento delle distanze e la nuova concezione del tempo e dello spazio.

Tra i giornali che nel 1909 stamparono il Manifesto futurista di Marinetti fu anche la “Gazzetta dell’Emilia” di Bologna. L’anno successivo, a Milano, esponenti di primo piano del movimento quali Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla e Gino Severini firmarono il Manifesto dei pittori futuristi. Dal punto di vista artistico il Futurismo ebbe un ruolo innovativo decisivo. L’attenzione al movimento, alla simultaneità e alla scomposizione della realtà influenzò profondamente pittura, letteratura, musica.

Tra gli artisti rappresentati nelle Collezioni della Fondazione compaiono, oltre a Marinetti, Giacomo Balla con un bozzetto per francobollo, Umberto Boccioni con l’Autoritratto a penna; inoltre Roberto Marcello Baldessari, Alessandro Bruschetti, Mino Rosso, Fortunato Depero e altri. Folto il nucleo delle opere di aeropittura, dovute ad Alfredo Gauro Ambrosi, Mario Sironi, Giulio d’Anna, Mino Delle Site, Tato (Guglielmo Sansoni) e soprattutto al bolognese Angelo Caviglioni, strenuo futurista fino all’anacronismo, del quale le Collezioni della Fondazione possiedono, grazie a donazioni, oltre cento opere.

Per “Ritorno all’ordine” si intende quel movimento artistico che, dopo la Prima Guerra Mondiale, reagisce alle sperimentazioni delle Avanguardie e sostiene l’esigenza del rientro nell’alveo della tradizione. Alla ricerca di nuove forme espressive che erano state proposte dal Cubismo e al rifiuto del passato proclamato dal “Futurismo” subentra progressivamente l’esigenza di una stabilità rassicurante che trovi fondamento nei canoni dell’arte antica. La rivista “Valori plastici” fondata da Mario Broglio, pubblicata tra il 1918 e il 1921, sostiene quella tendenza e riunisce critici d’arte e artisti quali Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Giorgio Morandi e Alberto Savinio.

Nelle Collezioni della Fondazione sono rappresentative della varietà degli esiti del nuovo “ordine” opere quali La Madre, rilievo in marmo di Adolfo Wildt, l’emblematica Famiglia di lavoratori di Mario Sironi, il Torso di giovinetto in bronzo di Arturo Martini (autentici capolavori dell’artista trevigiano sono Dedalo e Icaro e Opere assistenziali. Carità, monumentali sculture in marmo esposte nelle vetrine di Casa Saraceni che affacciano sul portico di via Farini), l’ammirevole Ritratto di fanciulla, busto in ceramica di ascendenze rinascimentali di Lucio Fontana, Il piede romano, omaggio all’antichità di Filippo De Pisis, Gentiluomo in villeggiatura di Giorgio De Chirico, la commovente Donna vicino al tavolo di Felice Casorati, La trebbiatura di Galileo Chini, cartone preparatorio per le pitture murali della Casa del Contadino a Bologna, ora sede della CGIL, e altre opere ancora.

Sede
Casa Saraceni (via Farini, 15 – Bologna)

Inaugurazione
22 gennaio 2026 ore 15

Periodo di apertura
22 gennaio – 26 luglio 2026

Orari di apertura
Martedì-venerdì ore 15-18
Sabato e domenica ore 10-18
Festivi (Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno) ore 10-18
Lunedì chiuso

Aperture straordinarie in occasione di ART CITY Bologna 2026

  • giovedì 5 febbraio ore 15-18
  • venerdì 6 febbraio ore 10-19
  • sabato 7 febbraio ART CITY White Night ore 10-23
  • domenica 8 febbraio ore 10-19

Ingresso libero

A Casa Saraceni la mostra “Statuette. Presepi storici della tradizione bolognese”

La mostra

In occasione delle festività natalizie viene esposta a Casa Saraceni la raccolta di statuette da presepio dei secoli XVIII-XIX che la Fondazione Carisbo ha acquisito, nel 2007, sul mercato antiquario scongiurandone lo smembramento e la dispersione.

Le statuette provengono da collezioni storiche bolognesi, in particolare da quelle della famiglia Baiesi e della famiglia Zacchia-Rondinini. Appartenevano a diversi presepi, come indicano la varietà delle dimensioni, le differenti tecniche esecutive e l’oscillante profilo qualitativo.

Agli inizi del Novecento furono oggetto di interventi critici di Francesco Malaguzzi Valeri. Alcune parteciparono alla celebre mostra sul Settecento bolognese curata nel 1935 da Guido Zucchini e da Roberto Longhi. Realizzate in terracotta da artisti bolognesi tra Settecento e Ottocento, sono rivestite da vivace, brillante policromia. Si sa che a questo genere di produzione, apparentemente minore, si applicarono anche scultori e plasticatori importanti, quali Giuseppe Maria Mazza, Angelo Piò e il figlio Domenico, Filippo Scandellari e Giacomo De Maria. A quest’ultimo, allievo di Antonio Canova a Roma, spetta la figura della Madonna posta di profilo che attira a sé il Bambino benedicente avvolgendolo circolarmente con le braccia.

Tra le caratteristiche presenze popolari che popolano la raccolta della Fondazione – pastori, artigiani, contadini, massaie, angeli e zampognari, ma anche animali da cortile e bestie da soma – sono riconoscibili figure peculiari della tradizione bolognese, come il “dormiglione”. L’esposizione temporanea delle statuette rimette straordinariamente in circolo un genere artistico nel quale si combinano brillantezze cromatiche, esotismi orientali ed eleganze settecentesche. Vi trovano rappresentazione i mestieri scomparsi dell’antico mondo contadino e pastorale, portati alla ribalta con inesauribile fantasia.

Sede

Casa Saraceni
via Farini, 15 – Bologna

Periodo di apertura

Da giovedì 11 dicembre 2025 a domenica 11 gennaio 2026

Orari di apertura

Martedì – venerdì ore 15-18
Sabato e domenica, festivi e prefestivi ore 10-18
Lunedì chiuso

Aperture straordinarie per le festività natalizie

  • 24, 25, 26 e 31 dicembre ore 10-18
  • 1 e 6 gennaio ore 10-18

Ingresso libero

Dal 11 al 18 ottobre la terza edizione del festival “è cultura!”

Da sabato 11 ottobre e per una settimana, fino al 18 ottobre, su tutto il territorio nazionale eventi, appuntamenti, presentazioni di libri, concerti, ingressi gratuiti e visite guidate nelle sedi che partecipano all’iniziativa

Dal 11 al 18 ottobre si svolge la terza edizione di è cultura!, il festival diffuso promosso da ABI (Associazione Bancaria Italiana) e da Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio), con la collaborazione di FEDuF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) e con la partecipazione di Banca d’Italia, che unisce tutti gli eventi culturali organizzati da Banche, Fondazioni di origine bancaria e Imprese Partner della manifestazione nazionale.

Il progetto è stato pensato fondendo due eventi di successo, Invito a Palazzo e Festival della Cultura creativa, e trova il suo fulcro ogni anno in una settimana di ottobre, durante la quale, oltre all’apertura di tanti luoghi storici e moderni, sedi di enti e istituzioni bancarie, hanno luogo incontri speciali e conferenze, inclusi laboratori per le scuole che contribuiscono a rendere unica questa occasione.

La settimana del Festival 2025 ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Commissione nazionale italiana per l’UNESCO, dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), del Touring Club Italiano e dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha la media partnership de Il Giornale dell’Arte e di Bancaforte.

Tutti gli appuntamenti in costante aggiornamento e l’elenco delle sedi che partecipano all’iniziativa sono sul sito https://eculturadavivere.it/.

Aperture straordinarie di Palazzo Saraceni con visite guidate

In occasione del Festival è cultura! il Conservatore delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione, Angelo Mazza, accompagnerà il pubblico alla scoperta della mostra PER LA “STORIA DI BOLOGNA”. Donazioni e acquisizioni d’arte della Fondazione Carisbo (2017-2025) e nei diversi ambienti di Palazzo Saraceni, sede della Fondazione in via Farini 15, illustrando le decorazioni murali e le più importanti opere d’arte alle pareti.

  • Sabato 11 ottobre e sabato 18 ottobre alle ore 10.30 con visita guidata alla mostra (senza prenotazione)
  • Sabato 11 ottobre e sabato 18 ottobre alle ore 16 con visita guidata visita al palazzo (senza prenotazione).

Ritenuto uno degli edifici più interessanti del Rinascimento bolognese tra XV e XVI secolo, Palazzo Saraceni testimonia nel disegno della facciata l’incontro della tradizione bolognese con le novità architettoniche provenienti da Firenze. Risalta la ricca decorazione in terracotta che si alterna all’arenaria dei capitelli del portico. Dimora di Antonio Saraceni agli inizi del ‘500, vide tra i suoi ospiti illustri due ambasciatori veneti al seguito di papa Giulio II. Passato nel 1930 alla Cassa di Risparmio in Bologna, fu internamente restaurato e arredato nell’adeguamento al gusto neorinascimentale. Lo scalone è decorato a “grottesche” da Roberto Franzoni, autore anche dei riquadri allegorici nel salone d’onore al piano nobile. Le sale ospitano dipinti del Sei e del Settecento bolognese appartenenti alle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione. Spicca, entro finissime cornici, la serie delle tempere settecentesche con paesaggi eseguite dal paesista Vincenzo Martinelli e dal figurista Nicola Bertuzzi, un tempo nella villa “La Sampiera” sui colli bolognesi.

A Casa Saraceni la mostra PER LA “STORIA DI BOLOGNA”. Donazioni e acquisizioni d’arte (2017-2025)

La mostra

Viene esposta un’ampia selezione delle opere d’arte che hanno incrementato il patrimonio artistico della Fondazione dal 2017 ad oggi, frutto di donazioni da parte di privati cittadini e di acquisizioni. Si tratta di dipinti, sculture, disegni e incisioni che integrano le raccolte cui la Cassa di Risparmio in Bologna ha dato vita nell’arco di un secolo, poi passate alla Fondazione.

Delle acquisizioni fanno parte una tavoletta con il Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria del bolognese Biagio Pupini, esemplata su modelli raffaelleschi, e una tela con Suonatrice di liuto di Antonio Beccadelli, attivo nella seconda metà del Settecento; inoltre una raccolta di 178 bozzetti teatrali dello scenografo bolognese Giuseppe Badiali risalenti al quarto-quinto decennio dell’Ottocento.

Le donazioni sono prevalentemente costituite da opere del Novecento: tra queste 24 dipinti e oltre 50 incisioni di Francesco Giuliari, 70 opere di Ugo Guidi, 20 dipinti di Maria Petroni e circa 40 opere di Bruno Pulga, già oggetto di esposizioni personali.

PER LA “STORIA DI BOLOGNA”. Donazioni e acquisizioni d’arte della Fondazione Carisbo (2017-2025)

A cura di Angelo Mazza, Conservatore delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione

Sede
Casa Saraceni (via Farini, 15 – Bologna)

Inaugurazione
19 settembre 2025 ore 15

Periodo di apertura
19 settembre – 30 novembre 2025

Orari di apertura
Martedì-venerdì ore 15-18
Sabato e domenica ore 10-18
Festivi (1 novembre) ore 10-18
Lunedì chiuso

Ingresso libero

Aperture straordinarie in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (27-28 settembre), in coordinamento con il Settore Musei Civici del Comune di Bologna e la Città metropolitana di Bologna:

  • sabato 27 settembre ore 10-23
  • domenica 28 settembre ore 10-19

Aperture straordinarie con visite guidate in occasione del Festival è cultura! (11-18 ottobre)

Per la terza edizione di è cultura!, il festival diffuso promosso da ABI (Associazione Bancaria Italiana) e da Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio), il Conservatore delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione, Angelo Mazza, accompagnerà il pubblico in visita guidata alla mostra e nei diversi ambienti di Palazzo Saraceni, sede della Fondazione, illustrando le decorazioni murali e le più importanti opere d’arte alle pareti.

  • sabato 11 ottobre e sabato 18 ottobre, apertura ore 10-19, con visita guidata alla mostra alle ore 10.30 (senza prenotazione)
  • sabato 11 ottobre e sabato 18 ottobre, apertura mostra ore 10-19, con visita guidata visita al palazzo alle ore 16 (senza prenotazione).

Catalogo digitale
Edito da Sillabe

Aperture straordinarie della mostra PER LA “STORIA DI BOLOGNA” durante le Giornate Europee del Patrimonio

Anche la Fondazione insieme a numerosi musei, spazi espositivi e luoghi della cultura di Bologna e area metropolitana aderisce sabato 27 e domenica 28 settembre alle Giornate Europee del Patrimonio 2025, dopo la prima positiva sperimentazione avviata nel 2023, con una progettualità e una comunicazione condivise.

L’attività è realizzata con il coordinamento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna, in un’ottica di rafforzamento del sistema museale metropolitano e di integrazione tra le sue diverse articolazioni.

“Architetture: l’arte di costruire” è il tema italiano scelto per l’edizione 2025 della più estesa e partecipata manifestazione culturale in Europa, che dal 1999 viene organizzata congiuntamente dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione europea per celebrare la ricchezza e la diversità del patrimonio culturale europeo, promuovendo al contempo il dialogo, l’inclusione e la cooperazione transfrontaliera.

Nell’occasione sarà aperta al pubblico in via straordinaria la mostra PER LA “STORIA DI BOLOGNA”. Donazioni e acquisizioni d’arte della Fondazione Carisbo (2017-2025) che espone un’ampia selezione delle opere d’arte che hanno incrementato il patrimonio artistico della Fondazione dal 2017 ad oggi, frutto di donazioni da parte di privati cittadini e di acquisizioni sul mercato antiquario. Si tratta di dipinti, sculture, disegni e incisioni che integrano le raccolte cui la Cassa di Risparmio in Bologna ha dato vita nell’arco di un secolo, poi passate alla Fondazione:

  • sabato 27 settembre ore 10-23 apertura straordinaria (ingresso libero)
  • domenica 28 settembre ore 10-19 apertura straordinaria (ingresso libero)

Il programma completo con tutte le sedi e istituzioni aderenti alle Giornate Europee del Patrimonio è consultabile sul sito della Città metropolitana di Bologna.

A Casa Saraceni per Opentour 2025 la mostra “Antropocentrie”

Opentour 2025 – Good Art Bad Character

Dal 24 al 29 giugno 2025, l’Accademia di Belle Arti di Bologna presenta l’undicesima edizione di OPENTOUR, l’annuale appuntamento diffuso in tutta la città con i giovani talenti dell’arte, articolato in due principali sezioni.

Martedì 24 giugno dalle ore 10 alle 18.30 si aprono le porte della storica istituzione bolognese con Openshow, un ampio e poliedrico percorso espositivo con opere di oltre 500 studentesse e studenti dei Dipartimenti di Arti Visive e di Progettazione e arti applicate, e visite guidate a cura del Dipartimento di Comunicazione e didattica dell’arte.

Openshow 
Accademia di Belle Arti di Bologna | via Belle Arti 54, Bologna
24-25 giugno e dal 30 giugno al 5 luglio, lunedì-venerdì h 10-18.30; sabato h 10-13.30
aperture straordinarie: 26 giugno h 10-23; 27 giugno h 10-20; 28 giugno h 10-24; 29 giugno h 10-13.30

Giovedì 26 giugno dalle ore 15 alle 23 contemporaneamente in 29 tra gallerie e spazi privati, inaugura la rassegna Giovani talenti in galleria, a cura di Carmen Lorenzetti e Giuseppe Lufrano, organizzata dall’Accademia di Belle Arti con la collaborazione dell’Associazione Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea Confcommercio Ascom Bologna, con protagoniste assolute le opere di studentesse e studenti dei Bienni e dell’ultimo anno dei Trienni.

Giovani talenti in galleria
Evento diffuso nella città di Bologna
opening: 26 giugno, ore 15- 23; 27 e 28 giugno, ore 10-13; 15-19
Dal 30 giugno, con data di termine e orari secondo le disponibilità di ogni spazio espositivo

Sabato 28 giugno dalle ore 20 a mezzanotte, l’Accademia di Belle Arti di Bologna ospita la serata conclusiva di OPENTOUR dal titolo OPENPARTY.

OPENTOUR fa parte di Bologna Estate 2025, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

Art Up 2025 di Fondazione Zucchelli

Venerdì 27 giugno 2025 alle ore 18, all’interno della Corte del Terribilia, l’Accademia di Belle Arti di Bologna ospiterà Art Up 2025, il riconoscimento ideato nel 2018 da Fondazione Zucchelli per promuovere i giovani talenti dell’arte, realizzato in collaborazione con l’Accademia e l’Associazione delle Gallerie di Arte Moderna e Contemporanea di Bologna Confcommercio Ascom Bologna.

Alla sua settima edizione, il premio è realizzato con il sostegno economico di Fondazione Carisbo (Premio dei Collezionisti e Premio della Grafica/Illustrazione), di Banca di Bologna (Premio della Critica), della Collezione Falconi Leidi (Premio dei Collezionisti) e della Fondazione Lucio Saffaro (rapporto tra Arte e Scienza).

La giuria presieduta anche quest’anno da Lorenzo Balbi, Direttore Artistico del MAMbo – Museo di Arte Moderna di Bologna, presidente di AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e curatore, e composta da Davide Ferri, Direttore Artistico di Arte Fiera 2026, critico e curatore, e dalla collezionista Claudia Consolandi, presidente di ACACIA – Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana, avrà il compito di vagliare i 115 lavori di arte contemporanea in concorso, presentati in occasione di OPENTOUR all’interno della sezione Giovani talenti in galleria in 26 gallerie e spazi espositivi differenti.

Le opere vincitrici saranno acquisite nelle relative collezioni d’arte dei finanziatori.

“Antropocentrie”

Carolina Alberghini, Emmanouela Bagkeri, Danila Dalmonte, Daniele Chabonkn Cinquerrui, Asia Galeati, Carolina Gelardi, Laura Kaamos, Sarah Lo Iacono, Eleni Kougioumoutzaki, Federico Marinelli, Emma Masut, Sofia Pedotti, Antonio Pio Paldino, Paolo Saputo, Dionysis Saraji, Jonathan Soliman Awadalla, Roberta Sorbo, Lucia Spadotto, Yunru Quan, Cristiano Zanini

“Antropocentrie” è una selezione di lavori degli allievi del biennio di arti visive del professor Luca Caccioni, il cui taglio e credo, per l’insegnamento dell’arte contemporanea è sempre rivolto e affine all’antropologia culturale: quest’anno con un seminario/workshop sull’affetto e sulla memoria personale, lo scorso sul potere dell’evocazione delle immagini tradotto dalla scrittura e dalla poesia.

Sede
Casa Saraceni (via Farini, 15 – Bologna)

Inaugurazione
giovedì 26 giugno ore 15-23

Periodo di apertura
Dal 26 giugno al 27 luglio 2025

Orari di apertura
martedì-venerdì ore 15-18
sabato, domenica ore 10-18
lunedì chiuso

Ingresso libero

Notte Europea dei Musei e Giornata Internazionale dei Musei

Un weekend speciale di arte e cultura nei musei e luoghi della cultura di Bologna e della città metropolitana

Anche la Fondazione insieme a numerosi musei e luoghi della cultura di Bologna e area metropolitana partecipa allo speciale weekend dedicato all’arte e alla cultura, con una progettualità e una comunicazione condivise, con il coordinamento del Settore Musei Civici Bologna e della Città metropolitana di Bologna, per valorizzare la ricchezza e l’ampiezza dell’offerta culturale in un’ottica di rafforzamento del sistema museale coordinato e integrato nelle sue diverse articolazioni.

Sabato 17 maggio 2025 torna la Notte Europea dei Musei, con iniziative speciali e aperture straordinarie serali a ingresso gratuito o al costo simbolico di 1 euro

Iniziativa ideata nel 2005 dal Ministero della Cultura e della Comunicazione francese e dal 2011 estesa a tutta la comunità europea – con il patrocinio di UNESCO, Consiglio d’Europa e ICOM – International Council of Museums –, la Notte Europea dei Musei promuove la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea invitando i musei ad aprire le loro porte oltre gli orari di apertura ordinari, con ingresso gratuito o al costo simbolico di 1 euro.

Sono 38 i musei e gli spazi culturali aderenti, la maggior parte dei quali sono aperti con ingresso gratuito o al costo di simbolico di 1 euro (fatte salve le gratuità per legge), a partire dalla fascia di apertura straordinaria serale, tra i 12 Comuni di Anzola dell’Emilia, Bologna, Budrio, Castenaso, Crevalcore, Imola, Pianoro, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale, Valsamoggia e Vergato.
E 71 sono gli appuntamenti proposti al pubblico di adulti e bambine e bambini, tra aperture straordinarie, speciali visite guidate, conferenze, letture e degustazioni.

Domenica 18 maggio 2025 si celebra la Giornata Internazionale dei Musei, quest’anno dedicata al tema “Il futuro dei musei nelle comunità in rapida trasformazione”

Nella giornata successiva, domenica 18 maggio 2025, si celebra la Giornata Internazionale dei Musei (International Museum Day – IMD) istituita nel 1977 da ICOM – International Council of Museums, il principale network internazionale di musei e professionisti museali. La programmazione coordinata delle attività proseguirà anche in occasione di questa importante ricorrenza, che intende evidenziare l’importanza del ruolo dei musei come istituzioni al servizio della società e del suo sviluppo.

L’edizione 2025 esplora il tema “Il futuro dei musei nelle comunità in rapida trasformazione”, concentrandosi su come i musei possano orientarsi e contribuire a un mondo che sta attraversando profondi cambiamenti sociali, tecnologici e ambientali. I musei, dunque, si propongono come catalizzatori del cambiamento e, con questa finalità, attivano professionalità, modelli di gestione, programmi innovativi in coerenza con il Codice Etico e con la propria specifica missione. I musei sono più di semplici spazi di conservazione: partecipano attivamente alla formazione di comunità sostenibili e inclusive.

Nei 12 Comuni aderenti – Alto Reno Terme, Bologna, Castenaso, Crevalcore, Ozzano dell’Emilia, Pianoro, Pieve di Cento, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale, Valsamoggia e Vergato – sono 31 i luoghi e 37 gli eventi tra cui poter scegliere.

Il programma completo degli appuntamenti è disponibile sul sito della Città metropolitana di Bologna.

Aperture straordinarie e ingresso libero alla mostra “Io che ero una rondine”. L’Informale di Maria Petroni (1921-1977)

In occasione della Notte Europea dei Musei e della Giornata Internazionale dei Musei, sabato 17 maggio con orario continuato 10-23 e domenica 18 maggio con orario continuato 10-19, sarà aperta al pubblico in via straordinaria e ad ingresso libero la mostra “Io che ero una rondine”. L’Informale di Maria Petroni (1921-1977), nata dalla donazione di venti dipinti di Maria Petroni, pittrice che occupò un posto di rilievo entro l’eterogeneo gruppo di artisti raccolti da Francesco Arcangeli, nei primi anni Cinquanta, sotto la denominazione di “ultimi naturalisti”.

Giornata internazionale della donna, apertura straordinaria della mostra “Io che ero una rondine”

Anche la Fondazione insieme ai musei e luoghi della cultura di Bologna e area metropolitana celebra sabato 8 marzo la Giornata internazionale della donna, con una progettualità e una comunicazione per la prima volta condivise, con il coordinamento del Settore Musei Civici Bologna e della Città metropolitana di Bologna.

Numerose le trame narrative sul complesso vissuto delle donne e su alcune straordinarie figure femminili che hanno generato un cambiamento, proposte tra le 50 iniziative – tra mostre, incontri, presentazioni di libri, visite guidate, aperture straordinarie, workshop e laboratori per ragazze e ragazzi, a cui si aggiungono gli ingressi gratuiti o ridotti per il pubblico femminile – diffuse in 13 Comuni del territorio metropolitano: Anzola dell’Emilia, Bologna, Budrio, Casalecchio di Reno, Dozza, Imola, Marzabotto, Minerbio, Monghidoro, Porretta Terme, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, Valsamoggia e Vergato.

Un programma ricco e variegato che mette in luce il talento femminile da differenti angolature e racconta i mutamenti del ruolo delle donne nella famiglia, nel mondo del lavoro e nella società in diverse epoche storiche, per sensibilizzare e riflettere sull’importanza culturale della Giornata dell’8 marzo.

L’immagine coordinata delle iniziative per la Giornata internazionale della donna a Bologna e area metropolitana è stata finanziata dall’Unione europea nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 – Priorità 7 – Progetto BO7.5.1.1.b I musei come leva di sviluppo turistico e promozione dei talenti.

Sabato 8 marzo apertura straordinaria della mostra “Io che ero una rondine”. L’Informale di Maria Petroni (1921-1977)

In occasione della Giornata internazionale della donna, sabato 8 marzo 2025 con orario continuato 10-23, sarà aperta al pubblico in via straordinaria la mostra “Io che ero una rondine”. L’Informale di Maria Petroni (1921-1977) nata dalla donazione di venti dipinti di Maria Petroni, pittrice che occupò un posto di rilievo entro l’eterogeneo gruppo di artisti raccolti da Francesco Arcangeli, nei primi anni Cinquanta, sotto la denominazione di “ultimi naturalisti”.

Il programma completo degli appuntamenti è disponibile sul sito della Città metropolitana di Bologna.

A Casa Saraceni la mostra “Io che ero una rondine”. L’Informale di Maria Petroni (1921-1977)

La mostra

La donazione da parte di Giovanni Barducci di venti dipinti di Maria Petroni è l’occasione per restituire alla pittrice, ora dimenticata, il posto di rilievo che, pur nella solitudine, occupò entro l’eterogeneo gruppo di artisti raccolti da Francesco Arcangeli, nei primi anni Cinquanta, sotto la denominazione di “ultimi naturalisti”.

Dopo aver frequentato, a Bologna, l’Accademia Regazzi sotto la guida di Pompilio Mandelli, Maria Petroni, spirito libero (“io che ero una rondine” avrebbe detto di sé accennando alla propria formazione), si iscrisse all’Accademia di Belle Arti dove frequentò, tra gli altri, i corsi di Virgilio Guidi e Giovanni Ciangottini entrando in contatto con critici d’arte e partecipando nel contempo ad alcune rassegne, a partire soprattutto dai primi anni Cinquanta.

Il passaggio dall’iniziale fase figurativa all’Informale fu precoce. Roberto Tassi nel 1961 individuò nelle opere dell’artista, “donna sensibile e vera”, un cammino stretto, omogeneo, sicuro. L’anno successivo Francesco Arcangeli proseguì definendola “una vera pittrice”, apprezzandone la tavolozza “limpida, densa e vibrante” e i segni “tesi e puri nella loro flessione”. Sono gli anni dell’avvicinamento a Vasco Bendini, dei superbi quadri informali in rosso e delle sgocciolature di colore (“nei miei dipinti esplodono e traboccano i rossi”, affermò), ma anche dell’intrico delle linee verticali e orizzontali in uno sperimentalismo che, negando le forme, non astrae dalla materia e dagli effetti sensuosi del virtuosismo pittorico.

Dal 1966 al 1972 sembra aver deposto i pennelli. Lasciò il suo testamento artistico in un lungo rotolo di tela del 1973 che, svolgendosi, trascolora lentamente come un arcobaleno.

Scomparve a Bologna nel 1977 all’età di 56 anni, a causa di una grave malattia. Nel 1980 il Comune di Bologna le dedica una mostra antologica.

“Io che ero una rondine”. L’Informale di Maria Petroni (1921-1977)

A cura di Angelo Mazza

Sede
Casa Saraceni (via Farini, 15 – Bologna)

Inaugurazione
5 febbraio 2025 ore 15

Periodo di apertura
5 febbraio – 8 giugno 2025

Orari di apertura
Martedì-venerdì ore 15-18
Sabato, domenica ore 10-18
Festivi (Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno) ore 10-18
Lunedì chiuso

Ingresso libero

Aperture straordinarie in occasione di ART CITY Bologna2025

giovedì 6 febbraio ore 15-18

venerdì 7 febbraio ore 15-18

sabato 8 febbraio ore 10-23 ART CITY White Night

domenica 9 febbraio ore 10-19

Apertura straordinaria in occasione della Giornata internazionale della donna, in coordinamento con il Settore Musei Civici Bologna e la Città metropolitana di Bologna

sabato 8 marzo ore 10-23

Aperture straordinarie in occasione della Notte Europea dei Musei e della Giornata Internazionale dei Musei, in coordinamento con il Settore Musei Civici Bologna e la Città metropolitana di Bologna

sabato 17 maggio ore 10-23

domenica 18 maggio ore 10-19

Catalogo
Edito da Sillabe a cura di Angelo Mazza, con testi di Angelo Mazza, Mirko Nottoli e Benedetta Basevi