Il Museo San Colombano con Eufonica 2026

Tra strumenti antichi e innovazione tecnologica

In occasione di Eufonica 2026, il Salone della musica e delle sue professioni, Fondazione Carisbo e Opera Laboratori, nell’ambito del progetto culturale Genus Bononiae, promuovono due eventi speciali al Museo San Colombano, nati dalla collaborazione con l’Università di Bologna, anticipando il ricco programma della manifestazione con un dialogo originale tra patrimonio musicale e ricerca contemporanea.

Eufonica 2026, in programma dal 15 al 17 maggio presso BolognaFiere, rappresenta uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati alla musica e alle sue professioni. Giunta alla quarta edizione, la rassegna riunisce formazione, industria, artigianato e performance in un unico ecosistema inclusivo e interdisciplinare. In questo contesto, il Museo San Colombano diventa luogo di incontro privilegiato tra la tradizione musicale e le sue evoluzioni contemporanee, ospitando due originali iniziative.

Il primo appuntamento, in programma mercoledì 13 maggio alle ore 19:30, è il concerto “Rinascimento Bionico”, che vede protagonisti il compositore e artista transmediale Gadi Sassoon e la clavicembalista Maria Luisa Baldassari, del Conservatorio di Bologna. L’evento nasce dalla collaborazione con il progetto europeo ERC NEMUS dell’Università di Bologna, diretto dal professor Michele Ducceschi, e propone un’esperienza sonora innovativa in cui il repertorio rinascimentale per tastiera viene reinterpretato attraverso tecnologie di modellazione computazionale degli strumenti storici. L’esecuzione dal vivo, su una tastiera aumentata di proprietà di Unibo che ricrea il suono perduto del clavicembalo Trasuntino del 1547, dialoga con simulazioni digitali, dando vita a una performance che esplora il confine tra memoria sonora e immaginazione tecnologica.

Il secondo appuntamento si terrà giovedì 14 maggio alle ore 19:00 con la visita guidata “L’anima del suono”, condotta dal cembalaro Graziano Bandini. Un percorso immersivo alla scoperta della collezione di strumenti a tastiera del museo, tra clavicembali, spinette e clavicordi, che svela i segreti costruttivi e le tecniche artigianali delle diverse scuole europee. La visita offrirà inoltre uno sguardo sulla ricerca filologica contemporanea, capace di restituire l’autenticità timbrica e meccanica degli strumenti storici.

A completare il programma, venerdì 15 maggio alle ore 17:15, presso BolognaFiere, si terrà la replica in fiera del concerto “Rinascimento Bionico”, nell’ambito di Eufonica 2026. L’appuntamento sarà introdotto dalla presentazione del progetto ERC NEMUS a cura del professor Michele Ducceschi (Unibo), con la partecipazione dei musicisti Maria Luisa Baldassari (Conservatorio di Bologna) e Gadi Sassoon, del maestro Roberto Livi e di Anna Zareba per il Museo San Colombano, che illustrerà la collaborazione nata in occasione del progetto “Patrimonio Sonoro No Limits” finanziato dal PNRR. Il concerto, a ingresso gratuito, rappresenta un’ulteriore occasione per approfondire il dialogo tra musica antica e tecnologie avanzate, portando in fiera l’esperienza maturata al museo.

Gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, ma è necessaria la prenotazione sul sito di Eufonica.

Aperture straordinarie e visite guidate alla mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine”

Mostra aperta a Pasqua e Pasquetta con orario continuato, visite guidate il 10, 17 e 24 aprile con il curatore

In occasione delle festività pasquali le sale espositive di Casa Saraceni, sede della Fondazione Carisbo (via Farini 15, Bologna) resteranno aperte al pubblico sia a Pasqua (5 aprile) sia a Pasquetta (6 aprile) con orario continuato 10-18 e ingresso libero. Ulteriori aperture straordinarie della mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine” nelle Collezioni della Fondazione sono in programma il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno.

Nelle giornate di venerdì 10, 17 e 24 aprile, alle ore 17, il Conservatore delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione e curatore della mostra, Angelo Mazza, accompagnerà il pubblico in visite guidate alla scoperta dell’ampia selezione di opere della prima metà del Novecento esposte attorno ai temi del “Futurismo” e del “Ritorno all’ordine”: opere di Marinetti, Casarini, Balla, Caviglioni, Baldessari, Ambrosi, Sironi, D’Anna, Bruschetti, Favalli, Delle Site, Tato, Masoero, Mino Rosso, Depero; inoltre, Wildt, Sironi, Martini, De Pisis, De Chirico, Casorati e altri.

Bologna, “la città più antifuturista d’Italia”

Così la definì il fondatore del movimento Filippo Tommaso Marinetti, giunto a Bologna nel 1914 insieme a Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Carlo Carrà, Francesco Balilla Pratella, cui si aggregano Morandi, Licini e Pozzati che li seguono all’università. Qui Marinetti illustra il manifesto futurista, condanna “la cultura e la muffa universitaria” e sferra un attacco al “tradizionalismo professorale archeologico pedante e purista che opprime il vigore creativo degli artisti italiani”.

Il Teatro del Corso ospita il 19 gennaio 1914 la prima serata futurista tra polemiche, insulti e violenze. Carlo Carrà ricorda: “Mi lanciarono dal loggione, mentre parlavo, oltre ai consueti ortaggi, un pezzo di schienale di una panca”; e aggiunge: “Immagino che cosa mi sarebbe accaduto se questo proiettile, anziché cadermi a pochi centimetri, mi avesse colpito. Questo frammento, assai consistente e pesante come spranga di ferro, portai a Milano come gradito ricordo della esuberanza emiliana”.

La situazione precipitò poco dopo nel caffè San Pietro in via Indipendenza, luogo di scontro fisico tra sostenitori e avversari di quel movimento che intendeva fare tabula rasa del passato, delle accademie, dell’idealismo filosofico e di ciò che sapeva di tradizione, a partire dai musei e dalle biblioteche, a vantaggio della modernità, delle macchine, del brivido della velocità, del progresso industriale; rinnovamento radicale che interessava ogni forma espressiva, dalle arti figurative alla letteratura, dal teatro al cinema, dalla musica alla grafica, e condizionava la stessa vita sociale, al pari di un movimento politico. 

Seguì, due mesi dopo, tra il 20 e il 21 marzo 1914, la leggendaria mostra nei sotterranei dell’Hotel Baglioni che viene contrabbandata come la prima mostra futurista bolognese, quella alla quale parteciparono Giorgio Morandi, Mario Bacchelli, Osvaldo Licini, Giacomo Vespignani e Severo Pozzati, benché solo gli ultimi due furono coinvolti effettivamente nel movimento; artisti della nuova generazione, se si riflette che il maggiore, Giorgio Morandi, era allora ventiquattrenne.

Eppure Bologna non fu insensibile al futurismo. Prima ancora della pubblicazione sul giornale parigino Le Figarò del 20 febbraio 1909, cui solitamente si fa riferire la prima apparizione del manifesto futurista, questo fu stampato sul quotidiano bolognese Gazzetta dell’Emilia uscito un paio di settimane prima, il 5 febbraio.

Tra i futuristi della primissima ora va ricordato Athos Casarini che nel 1909 emigrò da Bologna a New York dove fece conoscere, con l’amico Joseph Stella, quel movimento autenticamente italiano sotto ogni aspetto. Era nato a Bologna Guglielmo Sansoni, in arte Tato, pittore fotografo scenografo e regista, che dal 1918 si avvicinò al futurismo e fu tra i protagonisti dell’Aeropittura. Esponente di spicco del movimento fu inoltre Angelo Caviglioni che nel 1913 incontrò Marinetti a Londra e per tutta la vita rimase tenacemente legato al futurismo. Di questi la Fondazione Carisbo possiede oltre cento opere distribuite nel suo intero arco produttivo.

Il 26 febbraio a Casa Saraceni la presentazione dei sei volumi della collana “Futurismo emiliano e romagnolo”

Nell’ambito della mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine” nelle Collezioni della Fondazione Carisbo, giovedì 26 febbraio alle ore 16 presso la Sala Assemblee di Casa Saraceni (via Farini 15, ingresso libero), Fondazione Carisbo ed Edizioni Pendragon presentano i sei volumi della collana Futurismo emiliano e romagnolo, iniziativa editoriale sostenuta dalla Fondazione nel 2014 e realizzatasi negli anni successivi con la pubblicazione dei titoli previsti.

Intervengono: Antonio Bagnoli, Edizioni Pendragon, Enrico Bittoto, Direttore della collana, e Angelo Mazza, Conservatore delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione che, al termine della presentazione, accompagnerà il pubblico in visita guidata alla mostra con opere della prima metà del Novecento, provenienti dalle Collezioni della Fondazione, attorno ai temi del “Futurismo” e del “Ritorno all’ordine”.   

L’Emilia-Romagna e il Futurismo: una geografia dell’avanguardia in Emilia-Romagna

La regione Emilia-Romagna occupa un posto peculiare nella storia del Futurismo italiano. Pur non essendo culla originaria del movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti, si configura come uno dei laboratori più dinamici di ricezione, rielaborazione e diffusione delle poetiche d’avanguardia. Tra gli anni Dieci e Trenta del Novecento, città come Bologna, Ferrara e molti altri centri minori diventano nodi culturali in cui letteratura, arti visive, grafica e comunicazione dialogano con le istanze di modernità, velocità e innovazione linguistica tipiche del movimento.

Il Futurismo emiliano-romagnolo non si presenta come fenomeno monolitico, ma come costellazione di esperienze che riflettono la tensione tra avanguardia e tradizione, tra slancio sperimentale e specificità locali. In questo quadro, la regione emerge come spazio di contaminazione culturale, dove le “parole in libertà”, la destrutturazione sintattica e la centralità della dimensione urbana si intrecciano con una storica densità intellettuale. Rileggere oggi il Futurismo in Emilia-Romagna significa riconoscere il contributo di un territorio che, pur ai margini delle narrazioni canoniche, ha partecipato attivamente alla ridefinizione dei codici artistici e letterari del Novecento, lasciando un’eredità visibile nelle pratiche della comunicazione visiva, nella poesia sperimentale e nelle culture del progetto.

La collana

Diretta da Enrico Bittoto, studioso del Futurismo, ha proposto sei titoli, disponibili nelle principali librerie e negli store internet:

  • Provincia tecnologica. Alfonso Bossetti e la poesia futurista dei tecnicismi
    Il volume ricostruisce la figura di Alfonso Bossetti (1906-1988), poeta e intellettuale modenese legato al Futurismo tardo-autarchico e autore di una “poesia dei tecnicismi” che unisce culto della macchina e tensione spirituale. L’opera si apre con una premessa storica di Enrico Bittoto che inquadra la nascita della poesia dei tecnicismi come evoluzione delle “parole in libertà” marinettiane, espressione della modernità industriale e della propaganda fascista. Seguono una biografia curata da Andrea e Rosaluna Capucci, basata sull’archivio di famiglia, che ripercorre la vita di Bossetti tra Modena e Fanano, la corrispondenza con Marinetti e l’attività di poeta, prosatore e sceneggiatore. Al termine, quattro testi inediti di Bossetti.
  • Il futurismo politico di Attilio Crepas
    Il volume ricostruisce la biografia di Attilio Crepas e presenta ai lettori un’ampia silloge delle sue composizioni futuriste.
  • Futurtecnica. Canti, suoni, armi, e… motori nella poesia di Primo Brugnoli  
    Nel volume viene riproposto il lavoro più caratteristico di Primo Brugnoli, “Canti d’armi e motori”, riprodotto in anastatica e corredato da un commento critico che contestualizza il Brugnoli al pari di altri coevi colleghi scrittori i quali, pur senza conoscersi, trattarono nei medesimi anni tematiche molto più che affini.
  • Cineprese futuriste. Atti del Convegno internazionale nei cento anni del Manifesto della cinematografia futurista
    Trascorsi cento anni dal manifesto La cinematografia futurista, il volume offre ai lettori la possibilità di conoscere quanto questo movimento – ancora studiato come nessun altro del Novecento – abbia prodotto nell’ambito della “settima arte”. I saggi raccolti, infatti, tracciano la storia del rapporto tra il Futurismo e il cinema, rapporto che fu, sì, molto travagliato, ma anche fecondo. Perché se è vero che il teatro offriva ai futuristi quel palcoscenico naturale per le loro performance dissacranti e provocatorie, il cinema poteva offrire quella “riproducibilità tecnica” che all’inizio del Novecento significava progresso, quel progresso che tanto affascinava Marinetti e i suoi seguaci.
  • La vita tumultuosa di Antonio Foschini
    Il volume ricostruisce la vita e le opere di un autore importante che vinse il Premio Viareggio nel 1932 ma oggi completamente dimenticato. Un autore nato nell’ambiente futurista, insofferente, irregolare, che pur avendo una vita “tumultuosa” ha lasciato opere che ancora oggi destano interesse.
  • La felicità al 101° piano
    Si tratta di una commedia futurista scritta nel 1928 da Giuseppe Fabbri, arrivata inedita fino ad oggi. Trova una sua collocazione in quella vena narrativa tipica del periodo (che si protrarrà per tutti i successivi anni Trenta del Novecento) che, prendendo le mosse dal cinema espressionista tedesco degli anni Venti (Il gabinetto del dottor Caligari, Il dottor Mabuse, ecc.), si diletta a ritrarre figure di dottori folli o, quantomeno, singolari, immergendosi in un’estetica clinico-psicologico-farsesca che potremmo scherzosamente chiamare “commedia sanitaria”. Il volume è completato da scritti che ricostruiscono la vita, la bibliografia e le opere dell’autore – anche attraverso ampi stralci della sua interessante corrispondenza – fornendo materiali preziosi per un approfondimento del movimento futurista emiliano-romagnolo.

Dal 11 al 18 ottobre la terza edizione del festival “è cultura!”

Da sabato 11 ottobre e per una settimana, fino al 18 ottobre, su tutto il territorio nazionale eventi, appuntamenti, presentazioni di libri, concerti, ingressi gratuiti e visite guidate nelle sedi che partecipano all’iniziativa

Dal 11 al 18 ottobre si svolge la terza edizione di è cultura!, il festival diffuso promosso da ABI (Associazione Bancaria Italiana) e da Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio), con la collaborazione di FEDuF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) e con la partecipazione di Banca d’Italia, che unisce tutti gli eventi culturali organizzati da Banche, Fondazioni di origine bancaria e Imprese Partner della manifestazione nazionale.

Il progetto è stato pensato fondendo due eventi di successo, Invito a Palazzo e Festival della Cultura creativa, e trova il suo fulcro ogni anno in una settimana di ottobre, durante la quale, oltre all’apertura di tanti luoghi storici e moderni, sedi di enti e istituzioni bancarie, hanno luogo incontri speciali e conferenze, inclusi laboratori per le scuole che contribuiscono a rendere unica questa occasione.

La settimana del Festival 2025 ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Commissione nazionale italiana per l’UNESCO, dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), del Touring Club Italiano e dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha la media partnership de Il Giornale dell’Arte e di Bancaforte.

Tutti gli appuntamenti in costante aggiornamento e l’elenco delle sedi che partecipano all’iniziativa sono sul sito https://eculturadavivere.it/.

Aperture straordinarie di Palazzo Saraceni con visite guidate

In occasione del Festival è cultura! il Conservatore delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione, Angelo Mazza, accompagnerà il pubblico alla scoperta della mostra PER LA “STORIA DI BOLOGNA”. Donazioni e acquisizioni d’arte della Fondazione Carisbo (2017-2025) e nei diversi ambienti di Palazzo Saraceni, sede della Fondazione in via Farini 15, illustrando le decorazioni murali e le più importanti opere d’arte alle pareti.

  • Sabato 11 ottobre e sabato 18 ottobre alle ore 10.30 con visita guidata alla mostra (senza prenotazione)
  • Sabato 11 ottobre e sabato 18 ottobre alle ore 16 con visita guidata visita al palazzo (senza prenotazione).

Ritenuto uno degli edifici più interessanti del Rinascimento bolognese tra XV e XVI secolo, Palazzo Saraceni testimonia nel disegno della facciata l’incontro della tradizione bolognese con le novità architettoniche provenienti da Firenze. Risalta la ricca decorazione in terracotta che si alterna all’arenaria dei capitelli del portico. Dimora di Antonio Saraceni agli inizi del ‘500, vide tra i suoi ospiti illustri due ambasciatori veneti al seguito di papa Giulio II. Passato nel 1930 alla Cassa di Risparmio in Bologna, fu internamente restaurato e arredato nell’adeguamento al gusto neorinascimentale. Lo scalone è decorato a “grottesche” da Roberto Franzoni, autore anche dei riquadri allegorici nel salone d’onore al piano nobile. Le sale ospitano dipinti del Sei e del Settecento bolognese appartenenti alle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione. Spicca, entro finissime cornici, la serie delle tempere settecentesche con paesaggi eseguite dal paesista Vincenzo Martinelli e dal figurista Nicola Bertuzzi, un tempo nella villa “La Sampiera” sui colli bolognesi.

Aperture straordinarie della mostra PER LA “STORIA DI BOLOGNA” durante le Giornate Europee del Patrimonio

Anche la Fondazione insieme a numerosi musei, spazi espositivi e luoghi della cultura di Bologna e area metropolitana aderisce sabato 27 e domenica 28 settembre alle Giornate Europee del Patrimonio 2025, dopo la prima positiva sperimentazione avviata nel 2023, con una progettualità e una comunicazione condivise.

L’attività è realizzata con il coordinamento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna, in un’ottica di rafforzamento del sistema museale metropolitano e di integrazione tra le sue diverse articolazioni.

“Architetture: l’arte di costruire” è il tema italiano scelto per l’edizione 2025 della più estesa e partecipata manifestazione culturale in Europa, che dal 1999 viene organizzata congiuntamente dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione europea per celebrare la ricchezza e la diversità del patrimonio culturale europeo, promuovendo al contempo il dialogo, l’inclusione e la cooperazione transfrontaliera.

Nell’occasione sarà aperta al pubblico in via straordinaria la mostra PER LA “STORIA DI BOLOGNA”. Donazioni e acquisizioni d’arte della Fondazione Carisbo (2017-2025) che espone un’ampia selezione delle opere d’arte che hanno incrementato il patrimonio artistico della Fondazione dal 2017 ad oggi, frutto di donazioni da parte di privati cittadini e di acquisizioni sul mercato antiquario. Si tratta di dipinti, sculture, disegni e incisioni che integrano le raccolte cui la Cassa di Risparmio in Bologna ha dato vita nell’arco di un secolo, poi passate alla Fondazione:

  • sabato 27 settembre ore 10-23 apertura straordinaria (ingresso libero)
  • domenica 28 settembre ore 10-19 apertura straordinaria (ingresso libero)

Il programma completo con tutte le sedi e istituzioni aderenti alle Giornate Europee del Patrimonio è consultabile sul sito della Città metropolitana di Bologna.

Rocchetta Mattei, tutte le aperture straordinarie nel mese di agosto

Nel periodo estivo, oltre alle consuete aperture del weekend (sabato e domenica ore 9.30-13 e 14-17.30), sarà possibile visitare la Rocchetta Mattei anche grazie a un programma di aperture straordinarie nelle seguenti giornate:

  • Venerdì 1 agosto ore 17.30-21.30 visita con aperitivo
  • Mercoledì 6 agosto ore 9-13
  • Venerdì 8 agosto ore 17.30-21.30 visita con aperitivo
  • Mercoledì 13 agosto ore 9-13
  • Venerdì 15 agosto ore 9.30-13 e 14-17.30 
  • Venerdì 22 agosto ore 17.30-21.30 visita con aperitivo

La Rocchetta Mattei, dimora storica edificata dal Conte Cesare Mattei (1809-1896), è uno straordinario castello di proprietà della Fondazione gestito dal Comune di Grizzana Morandi, in sinergia con la Città metropolitana di Bologna e l’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese.

La visita alla Rocchetta è solo su prenotazione, da effettuare online collegandosi al sito ufficiale www.rocchetta-mattei.it.

Il 30 novembre riapre Palazzo Pepoli e diventa luogo di incontro dei saperi

Dal 30 novembre oltre al Museo della Storia di Bologna, al via un palinsesto di iniziative per cittadini e visitatori con visite guidate, concerti, spettacoli, cicli di conferenze e tanto altro per arricchire l’offerta culturale della città

Tutto pronto per la riapertura di Palazzo Pepoli. Il taglio del nastro è in programma sabato 30 novembre alle 12 alla presenza di Matteo Lepore, Sindaco di Bologna; Patrizia Pasini, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Daniele Ravaglia, Presidente della Fondazione Bologna Welcome.

Palazzo Pepoli torna in una nuova veste grazie alla collaborazione tra il Comune e la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna che ha concesso questo sito museale per consentire un arricchimento del circuito culturale cittadino con la prospettiva di nuove valorizzazioni anche sul futuro Museo Morandi. Oltre al percorso espositivo del Museo della Storia di Bologna promosso e realizzato nel tempo dalla Fondazione, apre un vero e proprio spazio culturale dedicato alla storia di Bologna nelle sue diverse espressioni, intesa come qualcosa di presente e fecondo nel sapere e nel saper fare dell’oggi e del futuro. Un luogo dove la memoria del passato, oltre a essere conservata e divulgata, viene mantenuta viva e vitale grazie a un ricco programma di iniziative rivolte a cittadini e visitatori, organizzate in collaborazione con le diverse realtà del territorio.

La riapertura dell’esposizione che racconta la storia di Bologna dalla Felsina etrusca fino ai nostri giorni completa il sistema museale cittadino, ma vuole segnare anche l’avvio di un nuovo progetto culturale condiviso che presenta un format articolato in cui all’interno di Palazzo Pepoli convergeranno voci, visioni ed esperienze, felice espressione del ricchissimo tessuto culturale bolognese.

La storia della città sarà lo spunto per riflettere sul presente e punto di partenza per immaginare i possibili scenari futuri della città, con un ciclo di conferenze e incontri curati da Roberto Grandi. Inoltre seminari, laboratori, momenti musicali, approfondimenti tematici sulla cultura popolare organizzati dalle principali realtà della città, reading e talk prenderanno vita sia nella suggestiva Sala della Cultura al primo piano dell’edificio sia nell’accogliente Piazza coperta al piano terra, con entrata a ingresso libero, dove sarà aperto al pubblico anche un confortevole punto ristoro.

Con questa nuova configurazione il polo museale di Palazzo Pepoli Vecchio si consolida come un punto di riferimento per la vita culturale bolognese, nonché come imperdibile tappa di ogni itinerario turistico grazie alla peculiare natura delle collezioni del museo, indissolubilmente legate a qualsiasi punto di interesse della città. In virtù di questo, per permettere ai turisti di avere così una panoramica quanto più possibile completa dell’offerta culturale cittadina, il biglietto di ingresso al Museo della Storia di Bologna sarà proposto anche in combinazione, a un prezzo speciale, con altre esperienze turistiche, come ad esempio il tour a piedi Discover Bologna e la Torre dell’Orologio.

In questa nuova veste di hub culturale, Palazzo Pepoli Vecchio si dota di canali di comunicazione online dedicati che ne raccontano le diverse sfaccettature: contestualmente all’inaugurazione, verranno infatti lanciati il nuovo sito web (www.palazzopepoli.it) e i canali Facebook, Instagram e LinkedIn.

Orari

Palazzo Pepoli è aperto da mercoledì a lunedì.

Lunedì, mercoledì e giovedì apertura dalle 10 alle 19.

Venerdì, sabato e domenica apertura dalle 11 alle 20.

Nel mese di dicembre il bar sarà aperto il venerdì, sabato e domenica.

Il programma del primo fine settimana di apertura

Sabato 30 novembre

Nella giornata di apertura il Museo è aperto a tutti con ingresso libero e gratuito, dalle ore 12 per l’intera giornata, fino a esaurimento capienza.

ore 12 Taglio del nastro e apertura porte

ore 15 e ore 16 Visite guidate al Museo (partecipazione prenotazione obbligatoria sul sito www.palazzopepoli.it a partire da martedì 26 novembre)

ore 17 Franco Farinelli, Mesopolis – Bologna città di frontiera, primo appuntamento del ciclo di incontri dedicati alla storia della città a cura di Roberto Grandi (Sala della Cultura, ingresso libero con prenotazione sul sito www.palazzopepoli.it a partire da martedì 26 novembre)

Domenica 1 dicembre

Ingresso al Museo a pagamento.

ore 11 Visita guidata al Museo e ore 12 Concerto inaugurale dell’Orchestra Filarmonica del Teatro Comunale (Sala della Cultura, prenotazione obbligatoria sul sito www.palazzopepoli.it a partire da martedì 26 novembre)

ore 14, ore 15 e ore 16 Visite guidate al Museo (prenotazione obbligatoria sul sito www.palazzopepoli.it a partire da martedì 26 novembre)

ore 17 Il dialetto bolognese, dialogo tra Andrea Mingardi e Roberto Serra, primo appuntamento del ciclo di incontri dedicati alla cultura popolare bolognese (Piazza Coperta – ingresso libero con prenotazione sul sito www.palazzopepoli.it a partire da martedì 26 novembre)

Dal 5 al 12 ottobre la seconda edizione del festival “è cultura!”

Da sabato 5 ottobre e per una settimana, fino al 12 ottobre, su tutto il territorio nazionale eventi, appuntamenti, presentazioni di libri, concerti, ingressi gratuiti e visite guidate nelle sedi che partecipano all’iniziativa

Dal 5 al 12 ottobre al via la nuova edizione di è cultura! la manifestazione nazionale promossa dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e dall’Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio),  in collaborazione con FEdUF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio). È prevista la partecipazione della Banca d’Italia. Il festival è inclusivo e intergenerazionale e ha l’obbiettivo di promuovere lo sviluppo socioculturale del Paese.

Tutti gli appuntamenti in costante aggiornamento e l’elenco delle sedi che partecipano all’iniziativa sono sul sito https://eculturadavivere.it/.

Eventi, appuntamenti, presentazioni di libri, concerti, a partire da sabato 5 per una settimana. Non mancano ingressi e visite guidate nelle sedi che partecipano alla manifestazione. Fino a sabato 12 ottobre l’esperienza continuerà con un’ampia gamma di iniziative, dal vivo e da remoto, anche dedicate ai ragazzi. A disposizione di cittadini e turisti appuntamenti in tutta Italia. Inoltre, iniziative di educazione finanziaria con numerosi eventi.

La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio del Ministero del Turismo e della Commissione Italiana Nazionale per l’Unesco. L’importanza del festival è testimoniata anche dalla Media Partnership di Rai Cultura e del TGR. L’organizzazione è di ABIServizi. Partecipa FEdUF, la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio.

Aperture straordinarie di Palazzo Saraceni con visite guidate sabato 5 ottobre

  • Sabato 5 ottobre e sabato 12 ottobre Palazzo Saraceni, sede della Fondazione (via Farini 15), sarà aperto al pubblico con orario continuato 10-19
  • Sabato 5 ottobre, alle ore 10.30 e alle ore 16, sono in programma visite guidate (senza prenotazione) al Palazzo a cura di Angelo Mazza, Conservatore delle Raccolte d’Arte e di Storia della Fondazione, con introduzione alla mostra “I pittori di Francesco Arcangeli” che nella ricorrenza dei cinquant’anni dalla scomparsa di Francesco Arcangeli (1915-1974) – il maggiore critico d’arte bolognese del Novecento, allievo di Roberto Longhi – espone un’ottantina di dipinti della sua collezione donati alla Fondazione dalla sorella Bianca Rosa, in arte “Rosalba”.

Ritenuto uno degli edifici più interessanti del Rinascimento bolognese tra XV e XVI secolo, Palazzo Saraceni testimonia nel disegno della facciata l’incontro della tradizione bolognese con le novità architettoniche provenienti da Firenze. Risalta la ricca decorazione in terracotta che si alterna all’arenaria dei capitelli del portico. Dimora di Antonio Saraceni agli inizi del ‘500, vide tra i suoi ospiti illustri due ambasciatori veneti al seguito di papa Giulio II. Passato nel 1930 alla Cassa di Risparmio in Bologna, fu internamente restaurato e arredato nell’adeguamento al gusto neorinascimentale. Lo scalone è decorato a “grottesche” da Roberto Franzoni, autore anche dei riquadri allegorici nel salone d’onore al piano nobile. Le sale ospitano dipinti del Sei e del Settecento bolognese appartenenti alle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione. Spicca, entro finissime cornici, la serie delle tempere settecentesche con paesaggi eseguite dal paesista Vincenzo Martinelli e dal figurista Nicola Bertuzzi, un tempo nella villa “La Sampiera” sui colli bolognesi.

Aperture straordinarie della mostra “I pittori di Francesco Arcangeli” per le Giornate Europee del Patrimonio

Anche la Fondazione insieme a numerosi musei, spazi espositivi e luoghi della cultura di Bologna e area metropolitana aderisce sabato 28 e domenica 29 settembre alle Giornate Europee del Patrimonio 2024, dopo la prima positiva sperimentazione avviata nel 2023, con una progettualità e una comunicazione condivise.

L’attività è realizzata con il coordinamento del Settore Musei Civici Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna, in un’ottica di rafforzamento del sistema museale metropolitano e di integrazione tra le sue diverse articolazioni.

“Patrimonio in cammino” è il tema italiano scelto per l’edizione 2024 della più estesa e partecipata manifestazione culturale in Europa, che dal 1999 viene organizzata congiuntamente dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione europea per celebrare la ricchezza e la diversità del patrimonio culturale europeo, promuovendo al contempo il dialogo, l’inclusione e la cooperazione transfrontaliera.

Nell’occasione sarà aperta al pubblico in via straordinaria la mostra “I pittori di Francesco Arcangeli nelle donazioni di Rosalba alle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo” che nella ricorrenza dei cinquant’anni dalla scomparsa di Francesco Arcangeli (1915-1974) – il maggiore critico d’arte bolognese del Novecento, allievo di Roberto Longhi – espone un’ottantina di dipinti della sua collezione donati alla Fondazione dalla sorella Bianca Rosa, in arte “Rosalba”:

  • sabato 28 settembre ore 10-23 apertura straordinaria (ingresso libero)
  • sabato 28 settembre, ore 18, visita guidata alla mostra (senza prenotazione)
  • domenica 29 settembre ore 10-19 apertura straordinaria (ingresso libero)

Il programma completo con tutte le sedi e istituzioni aderenti alle Giornate Europee del Patrimonio è consultabile sul sito della Città metropolitana di Bologna.

A Casa Saraceni la mostra “I pittori di Francesco Arcangeli”

I pittori di Francesco Arcangeli nelle donazioni di Rosalba alle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

Nella ricorrenza dei cinquant’anni dalla scomparsa di Francesco Arcangeli (1915-1974) – il maggiore critico d’arte bolognese del Novecento, allievo di Roberto Longhi, docente universitario e direttore della Galleria Comunale d’Arte moderna, attivo tanto nel campo dell’arte antica quanto nel contemporaneo – si espongono un’ottantina di dipinti della sua collezione che furono donati alle Collezioni d’arte della Fondazione dalla sorella Bianca Rosa, in arte “Rosalba”.

Sono opere di artisti apprezzati da Francesco Arcangeli e da lui presentati nelle diverse mostre, molti dei quali formatisi nell’Accademia di Belle Arti di Bologna; in particolare gli esponenti dell’Ultimo naturalismo, edizione bolognese dell’Informale, a dimostrazione della vitalità della cultura figurativa cittadina tradizionalmente identificata nell’esclusiva figura di Giorgio Morandi: artisti quali Vasco Bendini, Aldo Borgonzoni, Maurizio Bottarelli, Giovanni Ciangottini, Carlo Corsi, Pompilio Mandelli, Luciano Minguzzi, Ennio Morlotti, Maria Luisa Petroni, Giovanni Poggeschi e Sergio Vacchi.

L’esposizione delle loro opere è accompagnata dalla selezione di brani critici di Francesco Arcangeli e dal documentario Le Notti di Rosalba, vincitore del Premio Migliore Biografia d’Artista della 26esima edizione dell’AsoloArtFilmFestival nel 2007.

I pittori di Francesco Arcangeli nelle donazioni di Rosalba alle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

A cura di Angelo Mazza

Sede
Casa Saraceni (via Farini, 15 – Bologna)

Inaugurazione
26 settembre 2024 ore 15

Periodo di apertura
26 settembre – 1 dicembre 2024

Orari di apertura
Martedì-venerdì ore 15-18
Sabato, domenica ore 10-18
Festivi (4 ottobre, 1 novembre) ore 10-18
Lunedì chiuso

Aperture straordinarie e visita guidata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2024

  • sabato 28 settembre ore 10-23 apertura straordinaria
  • sabato 28 settembre, ore 18, visita guidata alla mostra (senza prenotazione)
  • domenica 29 settembre ore 10-19 apertura straordinaria

Aperture straordinarie e visite guidate in occasione del festival è cultura! 2024

  • sabato 5 e 12 ottobre ore 10-19 aperture straordinarie
  • sabato 5 ottobre, ore 10.30 e 16, visite guidate (senza prenotazione) a Casa Saraceni, ritenuto uno degli edifici più interessanti del Rinascimento bolognese tra XV e XVI secolo, e introduzione alla mostra con il curatore Angelo Mazza, Conservatore delle Raccolte d’Arte della Fondazione

Ingresso libero