Cultura

Esiti bando Cultura 2026

22/06/2026
CONDIVIDI

Nell’area Cultura (settore Arte, attività e beni culturali), per le missioni Coltivare identità e Generare partecipazione in coerenza con gli SDG n. 11 Città e comunità sostenibili e SDG n. 12 Consumo e produzioni responsabili, il bando ha sostenuto 86 progetti per un importo complessivo di 677.200 euro.

Tra i principali progetti sostenuti:

  • Itinerari musicali tra fede, territorio e solidarietà dell’Associazione L’Oro del Reno si configura come un palinsesto artistico d’eccellenza, ideato per valorizzare il patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna fondendo la grande tradizione sinfonico-corale ad un forte impegno sociale e formativo. L’iniziativa, ampiamente articolata, che vede protagonista l’Orchestra L’Oro del Reno, si sviluppa attraverso grandi eventi di musica sinfonica, da Verdi a Rossini, e specifiche strategie di audience development, al fine di creare un ecosistema culturale duraturo che unisca qualità artistica, solidarietà (con una raccolta fondi destinata ad organizzazioni di volontariato) e formazione di un nuovo pubblico tramite lezioni-concerto interattive.
  • Geometrie impossibili. Arte, natura, scienza e tecnologia nel mondo di Lucio Saffaro della Fondazione Lucio Saffaro valorizza le opere della Fondazione attraverso un percorso culturale ed educativo che intreccia arti visive, matematica, scienze naturali e tecnologie creative. Il cuore dell’iniziativa è la fruizione attiva della collezione Saffaro presso il museo Fisica Experience di San Giovanni in Persiceto tramite visite guidate e laboratori STEAM: un percorso per scuole secondarie di I e II grado che traduce i temi dell’artista (geometrie, prospettive, illusioni, natura e modelli) in esperienze pratiche e sperimentali; una Minecraft Challenge per ragazze e ragazzi 11–14 anni per esplorare e costruire “geometrie impossibili” in ambiente digitale; laboratori per bambini 7–10 anni e famiglie (origami, land art, stop motion, illusioni ottiche) per rendere accessibili i contenuti attraverso il fare; workshop e incontri divulgativi per un pubblico adulto.
  • Adottiamo un pilastrino del Circolo Culturale Castel d’Aiano ha avviato un censimento dei pilastrini, in dialetto “i sdaléĩ”, situati nel suo territorio; si tratta di piccoli pilastri, o colonnine, che si incontrano ai bivi delle strade, ai crocicchi, o sono posizionate in punti specifici del paesaggio. Rappresentano una combinazione di fede, tradizione e cultura popolare, un’arte minore, povera, che attiene all’identità religiosa e alle radici cristiane del luogo, per cui vengono definiti anche “maestà” o “devozioni”, e sono dedicati quasi sempre alla Madonna. Il progetto per il 2026 prevede il completamento del censimento e la pubblicazione di un volume che raccolga e racconti le storie dei pilastrini e le motivazioni per cui furono eretti, da ricercarsi spesso in una grazia ricevuta o in una richiesta di protezione, al fine di rappresentare ogni testimonianza in un unico documento a disposizione della comunità di oggi e di quella che verrà. Inoltre, il progetto si propone di restaurare o ricostruire queste piccole architetture, molte delle quali si trovano in condizioni di forte degrado, nel rispetto di come erano un tempo, riposizionando laddove mancano le immagini o icone sacre all’interno delle nicchie.
  • Dizionario storico delle accademie bolognesi. per una testimonianza culturale e sociale di storia urbana del Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell’Università di Bologna cataloga le 180 accademie bolognesi attive tra il XVI e XVIII secolo in un volume e in una banca dati online, valorizzando inoltre i materiali in una mostra temporanea. La peculiarità politica di Bologna in età moderna (città capitale di Legazione, priva di una corte centrale) fu recepita anche in ambito accademico, dove le famiglie patrizie promossero – ciascuna all’interno della propria corte – circoli culturali che incrociarono gli interessi espressi, nella medesima direzione, dai lettori del pubblico Studio e dai professori dell’Istituto delle Scienze, dando vita ad un pulviscolo di Accademie eguagliabile, numericamente, solo a Roma e Venezia. Tale fermento produsse in territorio felsineo un considerevole numero di circoli accademici che diedero vita ad una vivace editoria, testimonianza delle diverse vocazioni. Un gruppo multidisciplinare, composto da una quarantina di ricercatori, intende mettere a sistema, individuando networks e relazioni utili, tale complesso fenomeno, valorizzandolo e segnalandolo anche presso il grande pubblico per consentire il ripensamento della storia politica e sociale di Bologna in chiave culturale.
  • Closer – Becoming the city 2026 di Adiacenze APS è la rassegna innovativa, giunta alla terza edizione, che l’associazione dedica alle relazioni contemporanee. Dopo una prima edizione nel 2024 incentrata sulle connessioni tra comunicazione e tecnologia, nella ricorrenza del 150° anniversario dalla nascita di Guglielmo Marconi, e una seconda edizione nel 2025 che indagava la città come spazio di relazione, il progetto ritorna nel 2026 sempre presso il Padiglione Esprit Nouveau di Bologna, per continuare a esplorare il rapporto tra arte, spazio pubblico, e comunità. Attraverso mostre, laboratori, performance, proiezioni e incontri, il Padiglione diventa un luogo aperto e condiviso, ma anche uno spazio per la ricerca e il confronto tra discipline, un punto di osservazione per riflettere, attraverso l’arte contemporanea, sui cambiamenti di contesti urbani e territori vicini e lontani. Il programma coinvolge artisti e ricercatori locali e internazionali per costruire nuove visioni dell’abitare e del co-abitare, creando connessioni tra Bologna e scenari globali.
  • Cleto Capri (1873-1965). Vibrazioni della luce e del colore dell’Associazione Bologna per le Arti è una mostra monografica che mira a rivalutare la straordinaria figura di Cleto Capri, pittore e decoratore bolognese al quale, sino ad oggi, non è stata dedicata nessuna antologica. Allestita presso la Sala Ercole di Palazzo d’Accursio, l’esposizione raggruppa un’ottantina di opere, in gran parte eseguite con la tecnica a olio, provenienti principalmente dalla collezione degli eredi e da alcune istituzioni bolognesi, tra cui il Collegio Venturoli, il Mambo, la stessa Fondazione Carisbo e le Collezioni Comunali d’Arte. L’opera di Cleto Capri si misura nel contesto della splendida tradizione verista della pittura bolognese, avviata da Luigi Bertelli e proseguita dai tanti artisti del territorio, che l’Associazione Bologna Per Le Arti ha rivalutato e rivisitato nei suoi 26 anni di attività. L’impegno di Capri in campo artistico spazia dalla progettazione di oggetti di uso quotidiano alla decorazione architettonica e ceramica, alla creazione di oggetti in ferro battuto; fece parte, tra l’altro, del movimento dell’Aemilia Ars, ma non abbandona mai la pittura. I suoi dipinti ritraggono tanto il dato umano, quanto soprattutto il dato paesaggistico naturale e urbanizzato, rinarrato attraverso uno sguardo e una prospettiva inediti.
  • Iniziativa per l’VIII centenario della morte di san Francesco: lettura pubblica di Fioretti dei Laboratori Francescani ETS propone, nell’VIII centenario della morte di san Francesco d’Assisi, unitamente ad una mostra e uno spettacolo, la lettura pubblica di alcuni capitoli di un classico della letteratura francescana, i “Fioretti di san Francesco”, un testo romanzato ma di grande fascino e ricchezza di contenuti,  in cui ricorre più volte, tra l’altro, il riferimento alla città di Bologna dove il giovane ordine incontrò la cultura universitaria, e in cui lo stesso Francesco soggiornò in due occasioni. Si tratta di otto serate durante le quali, dopo una breve contestualizzazione storico-critica, verranno letti alcuni capitoli del testo, intercalati da intermezzi musicali composti da Padre Giovanbattista Martini, individuati in base ad un tema di riferimento: 1. L’altro come dono: curare le ferite dell’isolamento; 2. La fecondità dei margini; 3. Carisma: governare senza potere; 4: La perfetta letizia; 5: La parola e la città. Bologna come luogo del dialogo; 6: Il creato come fraternità; 7. Tradurre Francesco; 8: Francesco e il volto del femminile. La lettura pubblica e commentata di un classico come i Fioretti ha l’intento di attivare un modo nuovo di guardare ciò che si nasconde nella realtà, spesso semplice, se non addirittura considerata “banale” della vita, dimensione che riguarda tanto i giovani quanto gli adulti, ma che è l’unico luogo dove poter vivere appieno la propria esistenza.
  • Restauro del tetto dell’Oratorio di santa Maria Annunziata di Sasso della Parrocchia di San Mamante di Lizzano in Belvedere preserva un bene storico, unico nel suo genere, per garantirne la fruibilità in sicurezza da parte dei fedeli. Oltre ad essere uno dei più antichi della zona del Belvedere, l’Oratorio dell’Annunziata di Sasso è dedicato ad una icona molto venerata della montagna bolognese, la Vergine Annunziata, che durante le processioni mariane del mese di maggio, raccoglie una moltitudine di persone ed è accolta da tappeti di fiori in ogni luogo in cui fa sosta. Il fabbricato, vincolato dalla Soprintendenza, necessita di interventi di consolidamento per risolvere problemi strutturali che riguardano la facciata principale, il campanile e in particolare il tetto per il quale si prevede la sostituzione del manto di copertura esistente con un manto in piagne di arenaria apprezzate per la loro durata e valore estetico.


Notizie