Dal 28 maggio a Palazzo Fava apre “School of Bristol. Contemporary”

Il 27 maggio l’evento inaugurale aperto al pubblico, previa registrazione online, alla presenza degli artisti FLX e Inkie

Fondazione Carisbo, in collaborazione con Opera Laboratori, nell’ambito del progetto culturale Genus Bononiae, annuncia l’apertura al pubblico della nuova sezione espositiva “School of Bristol. Contemporary”, parte integrante della mostra Banksy Archive 01 – The School of Bristol 1983-2005 visitabile a Palazzo Fava sino al 2 agosto.

La nuova sezione sarà visitabile a partire dal 28 maggio e offrirà ai visitatori un approfondimento dedicato agli sviluppi contemporanei della storica scena artistica di Bristol.

“School of Bristol. Contemporary”

School of Bristol. Contemporary presenta una selezione di opere realizzate da sette fra i più influenti artisti della prolifica scena dei graffiti di Bristol, protagonisti di un percorso che, dagli anni Ottanta a oggi, ha ridefinito il linguaggio dell’arte urbana britannica: Felix “FLX” Braun, Key “Soker” Thomas, Tom “Inkie” Bingle, Jody Thomas, Mr. Jago, Rowdy, Xenz. A questi si aggiunge Leonardo Crudi, che per l’occasione ha realizzato un ritratto di Felix Braun su un’opera dello stesso Braun. Le opere esposte restituiscono interpretazioni eterogenee del linguaggio visivo della strada, mostrando come graffiti writing e street art abbiano progressivamente superato i confini dello spazio urbano e dello spazio espositivo tradizionale, evolvendosi in pratiche artistiche autonome e riconoscibili.

La nuova sezione intende mettere in evidenza il carattere profondamente collettivo e relazionale della cosiddetta “School of Bristol”, nata all’interno delle sottoculture giovanili legate all’hip hop e sviluppatasi in una città fortemente segnata dall’incontro tra culture differenti, dalla tradizione dei sound system caraibici e da un fertile contesto creativo indipendente. Nel corso di oltre quarant’anni, artisti, crew e collaborazioni hanno dato vita a una rete di influenze reciproche che ha contribuito alla definizione di una declinazione autenticamente britannica del graffiti writing e della street art.

In questo contesto si inserisce anche la formazione artistica di Banksy, che proprio nella scena di Bristol ha sviluppato le proprie prime esperienze, entrando in contatto con figure centrali della comunità artistica locale. “School of Bristol. Contemporary” consente così di guardare oltre la dimensione storica raccontata in “Banksy Archive 01 – The School of Bristol 1983-2005”, offrendo al pubblico uno sguardo sul presente e sull’evoluzione di quello spirito creativo nato nelle strade della città inglese e ancora oggi capace di influenzare il panorama artistico internazionale.

Pur attraverso sensibilità estetiche differenti, gli artisti in mostra condividono un’attitudine alla sperimentazione e al dissenso che mantiene viva l’energia originaria dell’arte urbana. Le opere esposte, realizzate nello spazio dell’atelier, continuano infatti a conservare l’eco e la forza espressiva della strada, testimoniando la vitalità contemporanea della School of Bristol e il suo dialogo costante con le nuove generazioni.

L’incontro con gli artisti per studenti e minori stranieri non accompagnati

In quest’ottica si inserisce anche la collaborazione con il Liceo Artistico Francesco Arcangeli e il Liceo Luigi Galvani di Bologna, coinvolti a Palazzo Fava nei percorsi di Formazione Scuola Lavoro. In occasione dell’inaugurazione della nuova sezione, gli studenti avranno l’opportunità di incontrare gli artisti Tom “Inkie” Bingle e Felix “FLX” Braun e di confrontarsi direttamente con loro sulle esperienze, i linguaggi e i processi creativi che caratterizzano la scena artistica di Bristol.

A questo gruppo si uniranno anche alcuni Minori Stranieri Non Accompagnati, coinvolti grazie alla collaborazione con ASP Città di Bologna, in un’esperienza che intende valorizzare il ruolo dell’arte come spazio di incontro, inclusione e dialogo tra percorsi di vita differenti. Giovani provenienti da contesti culturali, sociali e geografici diversi avranno l’opportunità di sperimentare un momento di espressione creativa e confronto.

Gli studenti dei licei e i ragazzi stranieri potranno creare un proprio tag partecipando insieme ad un laboratorio guidato dagli artisti: un’attività che consentirà a ciascuno di portare la propria sensibilità, esperienza e identità all’interno di un processo creativo collettivo.

L’evento inaugurale di “School of Bristol: Contemporary” si terrà mercoledì 27 maggio alle ore 18.00, alla presenza degli artisti FLX e Inkie, e sarà aperto al pubblico previa registrazione online.

Notte Europea dei Musei

Iniziative speciali nei musei e luoghi della cultura di Bologna e della città metropolitana per vivere il patrimonio culturale

Anche la Fondazione si unisce in rete a numerosi musei e luoghi della cultura di Bologna e della città metropolitana partecipando alla giornata speciale dedicata all’arte e alla cultura, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e sottolineare il ruolo delle istituzioni museali al servizio della società e del suo sviluppo.

Sabato 23 maggio 2026 torna la Notte Europea dei Musei, con iniziative speciali e aperture straordinarie serali a ingresso gratuito o al costo simbolico di 1 euro

Iniziativa ideata nel 2005 dal Ministero della Cultura e della Comunicazione francese e dal 2011 estesa a tutta la comunità europea – con il patrocinio di UNESCO, Consiglio d’Europa e ICOM – International Council of Museums –, la Notte Europea dei Musei promuove la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea invitando i musei ad aprire le loro porte oltre gli orari di apertura ordinari, con ingresso gratuito o al costo simbolico di 1 euro.

Per il quarto anno consecutivo, il territorio di Bologna conferma la partecipazione alla manifestazione con una progettualità e una comunicazione condivise, con il coordinamento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna, per valorizzare la ricchezza e l’ampiezza dell’offerta culturale in un’ottica di rafforzamento del sistema museale coordinato e integrato nelle sue diverse articolazioni.

Sono 54 i musei e gli spazi culturali aderenti, la maggior parte dei quali aperti con ingresso gratuito o al costo di simbolico di 1 euro (fatte salve le gratuità per legge), a partire dalla fascia di apertura straordinaria serale, nei 14 Comuni coinvolti: Alto Reno Terme, Anzola dell’Emilia, Bologna, Budrio, Casalecchio di Reno, Castenaso, Crevalcore,Grizzana Morandi,Imola, Pianoro, Pieve di Cento, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena e Valsamoggia.

80 gli appuntamenti proposti al pubblico di adulti e bambine e bambini, tra aperture straordinarie, speciali visite guidate, conferenze, letture e concerti.

Il programma completo degli appuntamenti è disponibile sul sito web della Città metropolitana di Bologna.

Le iniziative fanno parte, inoltre, di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

Apertura straordinaria con ingresso libero e visita guidata alla mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine”

In occasione della Notte Europea dei Musei sabato 23 maggio con orario continuato 10-23 sarà aperta al pubblico in via straordinaria con ingresso libero la mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine” nelle Collezioni della Fondazione, che raccoglie un’ampia selezione di opere della prima metà del Novecento provenienti dalle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione, attorno ai temi del “Futurismo” e del “Ritorno all’ordine”.

Sabato 23 maggio alle ore 18, il Conservatore delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione e curatore della mostra, Angelo Mazza, accompagnerà il pubblico in visita guidata alla scoperta delle opere esposte di Marinetti, Casarini, Balla, Caviglioni, Baldessari, Ambrosi, Sironi, D’Anna, Bruschetti, Favalli, Delle Site, Tato, Masoero, Mino Rosso, Depero; inoltre, Wildt, Sironi, Martini, De Pisis, De Chirico, Casorati e altri.

Una selezione di volumi in omaggio a tutti i visitatori

In occasione della Notte Europea dei Musei con l’apertura straordinaria delle sale espositive di Casa Saraceni, la Fondazione condividerà parte del proprio archivio librario mettendo a disposizione di tutti i visitatori diversi titoli in omaggio: dall’arte e storia di Bologna, a cataloghi di mostre; da classici greci e latini a pubblicazioni specifiche, sostenute negli anni per il valore dei contenuti.

Un’iniziativa all’insegna della cultura condivisa e partecipata, la stessa che anima dal 2021 il bando Libri solidali (accessibile fino all’11 dicembre): un’opportunità unica e più strutturata per ricevere in dono centinaia di libri e implementare biblioteche, o ideare progetti e spazi dedicati alla lettura.

Aperture straordinarie e visite guidate alla mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine”

Mostra aperta a Pasqua e Pasquetta con orario continuato, visite guidate il 10, 17 e 24 aprile con il curatore

In occasione delle festività pasquali le sale espositive di Casa Saraceni, sede della Fondazione Carisbo (via Farini 15, Bologna) resteranno aperte al pubblico sia a Pasqua (5 aprile) sia a Pasquetta (6 aprile) con orario continuato 10-18 e ingresso libero. Ulteriori aperture straordinarie della mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine” nelle Collezioni della Fondazione sono in programma il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno.

Nelle giornate di venerdì 10, 17 e 24 aprile, alle ore 17, il Conservatore delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione e curatore della mostra, Angelo Mazza, accompagnerà il pubblico in visite guidate alla scoperta dell’ampia selezione di opere della prima metà del Novecento esposte attorno ai temi del “Futurismo” e del “Ritorno all’ordine”: opere di Marinetti, Casarini, Balla, Caviglioni, Baldessari, Ambrosi, Sironi, D’Anna, Bruschetti, Favalli, Delle Site, Tato, Masoero, Mino Rosso, Depero; inoltre, Wildt, Sironi, Martini, De Pisis, De Chirico, Casorati e altri.

Bologna, “la città più antifuturista d’Italia”

Così la definì il fondatore del movimento Filippo Tommaso Marinetti, giunto a Bologna nel 1914 insieme a Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Carlo Carrà, Francesco Balilla Pratella, cui si aggregano Morandi, Licini e Pozzati che li seguono all’università. Qui Marinetti illustra il manifesto futurista, condanna “la cultura e la muffa universitaria” e sferra un attacco al “tradizionalismo professorale archeologico pedante e purista che opprime il vigore creativo degli artisti italiani”.

Il Teatro del Corso ospita il 19 gennaio 1914 la prima serata futurista tra polemiche, insulti e violenze. Carlo Carrà ricorda: “Mi lanciarono dal loggione, mentre parlavo, oltre ai consueti ortaggi, un pezzo di schienale di una panca”; e aggiunge: “Immagino che cosa mi sarebbe accaduto se questo proiettile, anziché cadermi a pochi centimetri, mi avesse colpito. Questo frammento, assai consistente e pesante come spranga di ferro, portai a Milano come gradito ricordo della esuberanza emiliana”.

La situazione precipitò poco dopo nel caffè San Pietro in via Indipendenza, luogo di scontro fisico tra sostenitori e avversari di quel movimento che intendeva fare tabula rasa del passato, delle accademie, dell’idealismo filosofico e di ciò che sapeva di tradizione, a partire dai musei e dalle biblioteche, a vantaggio della modernità, delle macchine, del brivido della velocità, del progresso industriale; rinnovamento radicale che interessava ogni forma espressiva, dalle arti figurative alla letteratura, dal teatro al cinema, dalla musica alla grafica, e condizionava la stessa vita sociale, al pari di un movimento politico. 

Seguì, due mesi dopo, tra il 20 e il 21 marzo 1914, la leggendaria mostra nei sotterranei dell’Hotel Baglioni che viene contrabbandata come la prima mostra futurista bolognese, quella alla quale parteciparono Giorgio Morandi, Mario Bacchelli, Osvaldo Licini, Giacomo Vespignani e Severo Pozzati, benché solo gli ultimi due furono coinvolti effettivamente nel movimento; artisti della nuova generazione, se si riflette che il maggiore, Giorgio Morandi, era allora ventiquattrenne.

Eppure Bologna non fu insensibile al futurismo. Prima ancora della pubblicazione sul giornale parigino Le Figarò del 20 febbraio 1909, cui solitamente si fa riferire la prima apparizione del manifesto futurista, questo fu stampato sul quotidiano bolognese Gazzetta dell’Emilia uscito un paio di settimane prima, il 5 febbraio.

Tra i futuristi della primissima ora va ricordato Athos Casarini che nel 1909 emigrò da Bologna a New York dove fece conoscere, con l’amico Joseph Stella, quel movimento autenticamente italiano sotto ogni aspetto. Era nato a Bologna Guglielmo Sansoni, in arte Tato, pittore fotografo scenografo e regista, che dal 1918 si avvicinò al futurismo e fu tra i protagonisti dell’Aeropittura. Esponente di spicco del movimento fu inoltre Angelo Caviglioni che nel 1913 incontrò Marinetti a Londra e per tutta la vita rimase tenacemente legato al futurismo. Di questi la Fondazione Carisbo possiede oltre cento opere distribuite nel suo intero arco produttivo.

A Palazzo Fava la mostra “Banksy Archive 01 – The School of Bristol 1983-2005”

La mostra

Fondazione Carisbo e Opera Laboratori, nell’ambito del progetto culturale Genus Bononiae, presentano la mostra Banksy Archive 01 – The School of Bristol 1983-2005, in apertura a Palazzo Fava dal 27 marzo 2026: un’approfondita ricostruzione delle origini e dello sviluppo dell’immaginario di Banksy, all’interno del contesto culturale e artistico in cui si è formato.

Articolato in trentadue sezioni, il progetto espositivo ricostruisce e inquadra l’opera di Banksy all’interno del suo specifico contesto generativo, evidenziando il ruolo della cosiddetta “Scuola di Bristol”: un nucleo di artisti e protagonisti della scena locale – tra cui Robert Del Naja, Tom “Inkie” Bingle, Felix “Flx” Braun, Kyron “Soker” Thomas e Nick Walker – che hanno contribuito a definire il linguaggio e l’ambiente creativo da cui sono scaturite opere iconiche come Balloon Girl e Flower Thrower.

Curata da Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, la mostra presenta oltre trecento tra opere, documenti originali e materiali d’archivio. Le sezioni sono affidate ad artisti e figure culturali che hanno condiviso con Banksy esperienze formative e progettuali nella Bristol degli anni Novanta.

La curatela scientifica e il catalogo edito da Sillabe sono a cura di Giovanni Argan, con la supervisione di un comitato scientifico internazionale composto da studiosi tra i più autorevoli nel campo degli studi su Banksy.

Sede

Palazzo Fava
via Manzoni, 2 – Bologna

Periodo di apertura

27 marzo – 2 agosto 2026

Orari di apertura

Martedì-domenica, 10.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00). Chiuso lunedì

Catalogo

Sillabe

Informazioni e prenotazioni

www.genusbononiae.it | prenotazioni@operalaboratori.com | T. 055 2989818 (call center per info e prenotazioni) | T. 051 19936305 (reception Palazzo Fava)

Biglietti

  • Intero € 14
  • Ridotto € 10
    Bambini dai 6 agli 11 anni; Ragazzi dai 12 ai 18 anni; 75 anni compiuti (con documento); Possessori biglietto altra sede Genus Bononiae; Possessori Bologna Welcome Card; Possessori Card Cultura; Forze dell’Ordine; Giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti); Soci Re-Use with Love; Soci Dimore Storiche; Soci Feltrinelli; Gruppi (min 10 max 25 persone con prenotazione obbligatoria); Accompagnatore per visitatore con disabilità.
  • Ridotto speciale universitari € 7
    Studenti universitari fino a 26 anni muniti di tesserino
  • Ridotto speciale scuole € 5
    Scuole e gruppi scolastici con prenotazione obbligatoria
  • Omaggio
    Bambini fino ai 5 anni; Visitatore con disabilità; Possessori di coupon di invito; Guida turistica con tesserino; Giornalisti con tesserino (professionisti, praticanti, pubblicisti) previa richiesta di accredito a stampa.comunicazione@genusbononiae.it; Accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); Insegnanti in visita con studenti (2 ogni gruppo); Soci ICOM
  • Diritti di prenotazione e prevendita: tariffe gruppi e singoli € 1 per persona

Audioguida

Con il biglietto d’ingresso viene consegnata una card che permette di scaricare sul proprio smartphone l’audioguida, dedicata a Palazzo Fava e ai suoi affreschi, disponibile in 4 lingue (italiano, inglese, spagnolo e francese). Si consiglia di portare con sé le proprie cuffiette.

Il 26 febbraio a Casa Saraceni la presentazione dei sei volumi della collana “Futurismo emiliano e romagnolo”

Nell’ambito della mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine” nelle Collezioni della Fondazione Carisbo, giovedì 26 febbraio alle ore 16 presso la Sala Assemblee di Casa Saraceni (via Farini 15, ingresso libero), Fondazione Carisbo ed Edizioni Pendragon presentano i sei volumi della collana Futurismo emiliano e romagnolo, iniziativa editoriale sostenuta dalla Fondazione nel 2014 e realizzatasi negli anni successivi con la pubblicazione dei titoli previsti.

Intervengono: Antonio Bagnoli, Edizioni Pendragon, Enrico Bittoto, Direttore della collana, e Angelo Mazza, Conservatore delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione che, al termine della presentazione, accompagnerà il pubblico in visita guidata alla mostra con opere della prima metà del Novecento, provenienti dalle Collezioni della Fondazione, attorno ai temi del “Futurismo” e del “Ritorno all’ordine”.   

L’Emilia-Romagna e il Futurismo: una geografia dell’avanguardia in Emilia-Romagna

La regione Emilia-Romagna occupa un posto peculiare nella storia del Futurismo italiano. Pur non essendo culla originaria del movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti, si configura come uno dei laboratori più dinamici di ricezione, rielaborazione e diffusione delle poetiche d’avanguardia. Tra gli anni Dieci e Trenta del Novecento, città come Bologna, Ferrara e molti altri centri minori diventano nodi culturali in cui letteratura, arti visive, grafica e comunicazione dialogano con le istanze di modernità, velocità e innovazione linguistica tipiche del movimento.

Il Futurismo emiliano-romagnolo non si presenta come fenomeno monolitico, ma come costellazione di esperienze che riflettono la tensione tra avanguardia e tradizione, tra slancio sperimentale e specificità locali. In questo quadro, la regione emerge come spazio di contaminazione culturale, dove le “parole in libertà”, la destrutturazione sintattica e la centralità della dimensione urbana si intrecciano con una storica densità intellettuale. Rileggere oggi il Futurismo in Emilia-Romagna significa riconoscere il contributo di un territorio che, pur ai margini delle narrazioni canoniche, ha partecipato attivamente alla ridefinizione dei codici artistici e letterari del Novecento, lasciando un’eredità visibile nelle pratiche della comunicazione visiva, nella poesia sperimentale e nelle culture del progetto.

La collana

Diretta da Enrico Bittoto, studioso del Futurismo, ha proposto sei titoli, disponibili nelle principali librerie e negli store internet:

  • Provincia tecnologica. Alfonso Bossetti e la poesia futurista dei tecnicismi
    Il volume ricostruisce la figura di Alfonso Bossetti (1906-1988), poeta e intellettuale modenese legato al Futurismo tardo-autarchico e autore di una “poesia dei tecnicismi” che unisce culto della macchina e tensione spirituale. L’opera si apre con una premessa storica di Enrico Bittoto che inquadra la nascita della poesia dei tecnicismi come evoluzione delle “parole in libertà” marinettiane, espressione della modernità industriale e della propaganda fascista. Seguono una biografia curata da Andrea e Rosaluna Capucci, basata sull’archivio di famiglia, che ripercorre la vita di Bossetti tra Modena e Fanano, la corrispondenza con Marinetti e l’attività di poeta, prosatore e sceneggiatore. Al termine, quattro testi inediti di Bossetti.
  • Il futurismo politico di Attilio Crepas
    Il volume ricostruisce la biografia di Attilio Crepas e presenta ai lettori un’ampia silloge delle sue composizioni futuriste.
  • Futurtecnica. Canti, suoni, armi, e… motori nella poesia di Primo Brugnoli  
    Nel volume viene riproposto il lavoro più caratteristico di Primo Brugnoli, “Canti d’armi e motori”, riprodotto in anastatica e corredato da un commento critico che contestualizza il Brugnoli al pari di altri coevi colleghi scrittori i quali, pur senza conoscersi, trattarono nei medesimi anni tematiche molto più che affini.
  • Cineprese futuriste. Atti del Convegno internazionale nei cento anni del Manifesto della cinematografia futurista
    Trascorsi cento anni dal manifesto La cinematografia futurista, il volume offre ai lettori la possibilità di conoscere quanto questo movimento – ancora studiato come nessun altro del Novecento – abbia prodotto nell’ambito della “settima arte”. I saggi raccolti, infatti, tracciano la storia del rapporto tra il Futurismo e il cinema, rapporto che fu, sì, molto travagliato, ma anche fecondo. Perché se è vero che il teatro offriva ai futuristi quel palcoscenico naturale per le loro performance dissacranti e provocatorie, il cinema poteva offrire quella “riproducibilità tecnica” che all’inizio del Novecento significava progresso, quel progresso che tanto affascinava Marinetti e i suoi seguaci.
  • La vita tumultuosa di Antonio Foschini
    Il volume ricostruisce la vita e le opere di un autore importante che vinse il Premio Viareggio nel 1932 ma oggi completamente dimenticato. Un autore nato nell’ambiente futurista, insofferente, irregolare, che pur avendo una vita “tumultuosa” ha lasciato opere che ancora oggi destano interesse.
  • La felicità al 101° piano
    Si tratta di una commedia futurista scritta nel 1928 da Giuseppe Fabbri, arrivata inedita fino ad oggi. Trova una sua collocazione in quella vena narrativa tipica del periodo (che si protrarrà per tutti i successivi anni Trenta del Novecento) che, prendendo le mosse dal cinema espressionista tedesco degli anni Venti (Il gabinetto del dottor Caligari, Il dottor Mabuse, ecc.), si diletta a ritrarre figure di dottori folli o, quantomeno, singolari, immergendosi in un’estetica clinico-psicologico-farsesca che potremmo scherzosamente chiamare “commedia sanitaria”. Il volume è completato da scritti che ricostruiscono la vita, la bibliografia e le opere dell’autore – anche attraverso ampi stralci della sua interessante corrispondenza – fornendo materiali preziosi per un approfondimento del movimento futurista emiliano-romagnolo.

Dal 27 marzo a Palazzo Fava la mostra “Banksy Archive 01 – The School of Bristol 1983-2005”

Fondazione Carisbo e Opera Laboratori, nell’ambito del progetto culturale Genus Bononiae, presentano con la mostra Banksy Archive 01 – The School of Bristol 1983-2005, in apertura a Palazzo Fava dal 27 marzo 2026, un’approfondita ricostruzione delle origini e dello sviluppo dell’immaginario di Banksy, inserendolo nel contesto culturale e artistico in cui si è formato.

La Presidente della Fondazione Carisbo, Patrizia Pasini, l’Amministratore Unico di Genus Bononiae, Renzo Servadei, e il Presidente e Amministratore delegato di Opera Laboratori, Beppe Costa, commentano: «Siamo lieti di annunciare il ritorno all’arte contemporanea, dopo le mostre dedicate ad Ai Weiwei e Louise Nevelson, con un importante progetto dedicato a Banksy e alla street art, ulteriore tassello nel percorso di apertura e dialogo tra i maestri del passato e le espressioni più significative della contemporaneità, confermando Palazzo Fava quale spazio vocato a mostre di ampio respiro, capaci di attraversare epoche, linguaggi e sensibilità differenti.»

Articolato in trentadue sezioni, il progetto espositivo ricostruisce e inquadra l’opera di Banksy all’interno del suo specifico contesto generativo, evidenziando il ruolo della cosiddetta “Scuola di Bristol”: un nucleo di artisti e protagonisti della scena locale – tra cui Robert Del Naja, Tom “Inkie” Bingle, Felix “Flx” Braun, Kyron “Soker” Thomas e Nick Walker – che hanno contribuito a definire il linguaggio e l’ambiente creativo da cui sono scaturite opere iconiche come Balloon Girl e Flower Thrower.

Curata da Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, la mostra presenta oltre trecento tra opere, documenti originali e materiali d’archivio. Le sezioni sono affidate ad artisti e figure culturali che hanno condiviso con Banksy esperienze formative e progettuali nella Bristol degli anni Novanta.

La curatela scientifica e il catalogo edito da Sillabe sono a cura di Giovanni Argan, con la supervisione di un comitato scientifico internazionale composto da studiosi tra i più autorevoli nel campo degli studi su Banksy.

Sede

Palazzo Fava
via Manzoni, 2 – Bologna

Periodo di apertura

27 marzo – 2 agosto 2026

A Casa Saraceni la mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine” nelle Collezioni della Fondazione

Apre al pubblico giovedì 22 gennaio alle ore 15, nelle sale espositive di Casa Saraceni, sede della Fondazione Carisbo (via Farini 15, Bologna), la mostra che nell’ambito di ART CITY Bologna 2026 e ART CITY White Night, in occasione di Arte Fiera, raccoglie un’ampia selezione di opere della prima metà del Novecento provenienti dalle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione, attorno ai temi del “Futurismo” e del “Ritorno all’ordine”. Vengono esposte opere di: Marinetti, Casarini, Balla, Caviglioni, Baldessari, Ambrosi, Sironi, D’Anna, Bruschetti, Favalli, Delle Site, Tato, Masoero, Mino Rosso, Depero; inoltre, Wildt, Sironi, Martini, De Pisis, De Chirico, Casorati e altri.

La mostra

Un folto nucleo di opere documenta, nelle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione, il movimento culturale peculiarmente italiano del “Futurismo”, che tocca non solo le arti figurative nelle diverse espressioni (dalla pittura alla scultura, dall’architettura alla grafica), ma anche la letteratura, la musica, la fotografia e la cinematografia. Fondatore del movimento fu il poeta Filippo Tommaso Marinetti che ne espose il manifesto nel 1909. Alle spalle sono i rivolgimenti sociali di quegli anni: i mutamenti politici, i venti di guerra, le scoperte tecnologiche, le nuove forme di comunicazione senza fili (il telegrafo, la radio), le conquiste della locomozione (treni, automobili, aeroplani), l’ebbrezza di una velocità fino allora fantasticata dai poeti, il superamento delle distanze e la nuova concezione del tempo e dello spazio.

Tra i giornali che nel 1909 stamparono il Manifesto futurista di Marinetti fu anche la “Gazzetta dell’Emilia” di Bologna. L’anno successivo, a Milano, esponenti di primo piano del movimento quali Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla e Gino Severini firmarono il Manifesto dei pittori futuristi. Dal punto di vista artistico il Futurismo ebbe un ruolo innovativo decisivo. L’attenzione al movimento, alla simultaneità e alla scomposizione della realtà influenzò profondamente pittura, letteratura, musica.

Tra gli artisti rappresentati nelle Collezioni della Fondazione compaiono, oltre a Marinetti, Giacomo Balla con un bozzetto per francobollo, Umberto Boccioni con l’Autoritratto a penna; inoltre Roberto Marcello Baldessari, Alessandro Bruschetti, Mino Rosso, Fortunato Depero e altri. Folto il nucleo delle opere di aeropittura, dovute ad Alfredo Gauro Ambrosi, Mario Sironi, Giulio d’Anna, Mino Delle Site, Tato (Guglielmo Sansoni) e soprattutto al bolognese Angelo Caviglioni, strenuo futurista fino all’anacronismo, del quale le Collezioni della Fondazione possiedono, grazie a donazioni, oltre cento opere.

Per “Ritorno all’ordine” si intende quel movimento artistico che, dopo la Prima Guerra Mondiale, reagisce alle sperimentazioni delle Avanguardie e sostiene l’esigenza del rientro nell’alveo della tradizione. Alla ricerca di nuove forme espressive che erano state proposte dal Cubismo e al rifiuto del passato proclamato dal “Futurismo” subentra progressivamente l’esigenza di una stabilità rassicurante che trovi fondamento nei canoni dell’arte antica. La rivista “Valori plastici” fondata da Mario Broglio, pubblicata tra il 1918 e il 1921, sostiene quella tendenza e riunisce critici d’arte e artisti quali Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Giorgio Morandi e Alberto Savinio.

Nelle Collezioni della Fondazione sono rappresentative della varietà degli esiti del nuovo “ordine” opere quali La Madre, rilievo in marmo di Adolfo Wildt, l’emblematica Famiglia di lavoratori di Mario Sironi, il Torso di giovinetto in bronzo di Arturo Martini (autentici capolavori dell’artista trevigiano sono Dedalo e Icaro e Opere assistenziali. Carità, monumentali sculture in marmo esposte nelle vetrine di Casa Saraceni che affacciano sul portico di via Farini), l’ammirevole Ritratto di fanciulla, busto in ceramica di ascendenze rinascimentali di Lucio Fontana, Il piede romano, omaggio all’antichità di Filippo De Pisis, Gentiluomo in villeggiatura di Giorgio De Chirico, la commovente Donna vicino al tavolo di Felice Casorati, La trebbiatura di Galileo Chini, cartone preparatorio per le pitture murali della Casa del Contadino a Bologna, ora sede della CGIL, e altre opere ancora.

Sede
Casa Saraceni (via Farini, 15 – Bologna)

Inaugurazione
22 gennaio 2026 ore 15

Periodo di apertura
22 gennaio – 26 luglio 2026

Orari di apertura
Martedì-venerdì ore 15-18
Sabato e domenica ore 10-18
Festivi (Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno) ore 10-18
Lunedì chiuso

Aperture straordinarie in occasione di ART CITY Bologna 2026

  • giovedì 5 febbraio ore 15-18
  • venerdì 6 febbraio ore 10-19
  • sabato 7 febbraio ART CITY White Night ore 10-23
  • domenica 8 febbraio ore 10-19

Aperture straordinarie in occasione della Notte Europea dei Musei 2026

  • sabato 23 maggio ore 10-23

Ingresso libero

A Casa Saraceni la mostra “Statuette. Presepi storici della tradizione bolognese”

La mostra

In occasione delle festività natalizie viene esposta a Casa Saraceni la raccolta di statuette da presepio dei secoli XVIII-XIX che la Fondazione Carisbo ha acquisito, nel 2007, sul mercato antiquario scongiurandone lo smembramento e la dispersione.

Le statuette provengono da collezioni storiche bolognesi, in particolare da quelle della famiglia Baiesi e della famiglia Zacchia-Rondinini. Appartenevano a diversi presepi, come indicano la varietà delle dimensioni, le differenti tecniche esecutive e l’oscillante profilo qualitativo.

Agli inizi del Novecento furono oggetto di interventi critici di Francesco Malaguzzi Valeri. Alcune parteciparono alla celebre mostra sul Settecento bolognese curata nel 1935 da Guido Zucchini e da Roberto Longhi. Realizzate in terracotta da artisti bolognesi tra Settecento e Ottocento, sono rivestite da vivace, brillante policromia. Si sa che a questo genere di produzione, apparentemente minore, si applicarono anche scultori e plasticatori importanti, quali Giuseppe Maria Mazza, Angelo Piò e il figlio Domenico, Filippo Scandellari e Giacomo De Maria. A quest’ultimo, allievo di Antonio Canova a Roma, spetta la figura della Madonna posta di profilo che attira a sé il Bambino benedicente avvolgendolo circolarmente con le braccia.

Tra le caratteristiche presenze popolari che popolano la raccolta della Fondazione – pastori, artigiani, contadini, massaie, angeli e zampognari, ma anche animali da cortile e bestie da soma – sono riconoscibili figure peculiari della tradizione bolognese, come il “dormiglione”. L’esposizione temporanea delle statuette rimette straordinariamente in circolo un genere artistico nel quale si combinano brillantezze cromatiche, esotismi orientali ed eleganze settecentesche. Vi trovano rappresentazione i mestieri scomparsi dell’antico mondo contadino e pastorale, portati alla ribalta con inesauribile fantasia.

Sede

Casa Saraceni
via Farini, 15 – Bologna

Periodo di apertura

Da giovedì 11 dicembre 2025 a domenica 11 gennaio 2026

Orari di apertura

Martedì – venerdì ore 15-18
Sabato e domenica, festivi e prefestivi ore 10-18
Lunedì chiuso

Aperture straordinarie per le festività natalizie

  • 24, 25, 26 e 31 dicembre ore 10-18
  • 1 e 6 gennaio ore 10-18

Ingresso libero

A Palazzo Fava la mostra “Michelangelo e Bologna”

La mostra

Dal 14 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 Palazzo Fava ospita Michelangelo e Bologna, una grande mostra che celebra i 550 anni dalla nascita di Michelangelo Buonarroti. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna con il sostegno di Intesa Sanpaolo, e prodotta da Opera Laboratori nell’ambito del progetto culturale Genus Bononiae, è curata da Cristina Acidini, Presidente della Fondazione Casa Buonarroti e dell’Accademia delle Arti del Disegno, e Alessandro Cecchi, Direttore della Fondazione Casa Buonarroti.

Il percorso offre uno sguardo inedito sul rapporto tra Michelangelo e la città felsinea, con un’attenzione particolare ai soggiorni che segnarono la sua formazione e la sua carriera. Si parte da Firenze, con opere giovanili come la Madonna della Scala e preziosi disegni, per arrivare al 1494, quando il giovane scultore, rifugiatosi a Bologna dopo la cacciata dei Medici, riceve la commissione per l’Arca di San Domenico. Le statue di San Procolo, San Petronio e dell’Angelo reggicandelabro testimoniano la sua maturità precoce e l’impatto della scultura emiliana sul suo stile.

La mostra ricostruisce anche la Bologna dei Bentivoglio, vivace centro culturale tra Quattro e Cinquecento, e dedica un focus al secondo soggiorno dell’artista (1506-1508), quando Michelangelo fu chiamato da papa Giulio II a realizzare la colossale statua bronzea del pontefice per San Petronio, oggi perduta. Lettere, documenti e un disegno originale per la tomba di Giulio II completano il racconto. In esposizione anche opere di Ercole de’ Roberti, Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini, per delineare il fertile contesto artistico dell’epoca.

Un ricco programma di attività didattiche e due speciali “Affreschi musicali” – concerti organizzati in collaborazione con la Fondazione Musica Insieme – accompagneranno il progetto, che vuole restituire un inedito Michelangelo “poetico” e il suo dialogo con Bologna, crocevia fondamentale del Rinascimento.

Sede

Palazzo Fava
via Manzoni, 2 – Bologna

Periodo di apertura

14 novembre 2025 – 15 febbraio 2026

Orari di apertura

Martedì-domenica, 10.00-19.00. Chiuso lunedì

Aperture straordinarie per le festività natalizie

  • 24 e 31 dicembre ore 10.00-17.00
  • 25 e 26 dicembre ore 10.00-19.00
  • 1, 5 e 6 gennaio ore 10.00-19.00

Apertura straordinaria in occasione di ART CITY Bologna 2026

  • sabato 7 febbraio ART CITY White Night ore 10-24, con biglietto ridotto dalle ore 19 e visita guidata alle ore 21

Catalogo

Sillabe

Informazioni e prenotazioni

www.genusbononiae.it | prenotazioni@operalaboratori.com | T. 055 2989818

Biglietti

  • Intero € 14
  • Ridotto € 10
    Bambini dai 6 agli 11 anni; Ragazzi dai 12 ai 18 anni; Studenti universitari fino a 26 anni muniti di tesserino; 75 anni compiuti (con documento); Possessori biglietto altra sede Genus Bononiae; Possessori Bologna Welcome Card; Possessori Card Cultura; Possessori biglietto mostra Bartolomeo Cesi Museo Medievale; Possessori biglietto Casa Buonarroti; Forze dell’Ordine; Giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti); Abbonati annuali e dipendenti Tper; Iscritti al FAI; Soci Re-Use with Love; Gruppi (min 10 max 25 persone con prenotazione obbligatoria); Accompagnatore per visitatore con disabilità.
  • Ridotto speciale universitari € 7
    Studenti universitari fino a 26 anni muniti di tesserino solo il martedì
  • Ridotto speciale scuole € 5
    Scuole e gruppi scolastici con prenotazione obbligatoria
  • Omaggio
    Bambini fino ai 5 anni; Visitatore con disabilità; Possessori di coupon di invito; Guida turistica con tesserino; Giornalisti con tesserino (professionisti, praticanti, pubblicisti) previa richiesta di accredito a stampa.comunicazione@genusbononiae.it; Accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); Insegnanti in visita con studenti (2 ogni gruppo); Soci ICOM
  • Diritti di prenotazione e prevendita: tariffe gruppi e singoli € 1 per persona

Audioguida

Con il biglietto d’ingresso viene consegnata una card che permette di scaricare sul proprio smartphone l’audioguida, dedicata a Palazzo Fava e ai suoi affreschi, disponibile in 4 lingue (italiano, inglese, spagnolo e francese). Si consiglia di portare con sé le proprie cuffiette.

A Palazzo Fava dal 14 novembre la mostra “Michelangelo e Bologna”

La mostra

Dal 14 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 Palazzo Fava ospita Michelangelo e Bologna, una grande mostra che celebra i 550 anni dalla nascita di Michelangelo Buonarroti. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, nell’ambito del progetto culturale Genus Bononiae, e prodotta da Opera Laboratori, è curata da Cristina Acidini, Presidente della Fondazione Casa Buonarroti e dell’Accademia delle Arti del Disegno, e Alessandro Cecchi, Direttore della Fondazione Casa Buonarroti.

Il percorso offre uno sguardo inedito sul rapporto tra Michelangelo e la città felsinea, con un’attenzione particolare ai soggiorni che segnarono la sua formazione e la sua carriera. Si parte da Firenze, con opere giovanili come la Madonna della Scala e preziosi disegni, per arrivare al 1494, quando il giovane scultore, rifugiatosi a Bologna dopo la cacciata dei Medici, riceve la commissione per l’Arca di San Domenico. Le statue di San Procolo, San Petronio e dell’Angelo reggicandelabro testimoniano la sua maturità precoce e l’impatto della scultura emiliana sul suo stile.

La mostra ricostruisce anche la Bologna dei Bentivoglio, vivace centro culturale tra Quattro e Cinquecento, e dedica un focus al secondo soggiorno dell’artista (1506-1508), quando Michelangelo fu chiamato da papa Giulio II a realizzare la colossale statua bronzea del pontefice per San Petronio, oggi perduta. Lettere, documenti e un disegno originale per la tomba di Giulio II completano il racconto. In esposizione anche opere di Ercole de’ Roberti, Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini, per delineare il fertile contesto artistico dell’epoca.

Un programma di attività didattiche e due speciali “Affreschi musicali” – concerti organizzati in collaborazione con la Fondazione Musica Insieme – accompagneranno il progetto, che vuole restituire un inedito Michelangelo “poetico” e il suo dialogo con Bologna, crocevia fondamentale del Rinascimento.

Sede

Palazzo Fava
via Manzoni, 2 – Bologna

Periodo di apertura

14 novembre 2025 – 15 febbraio 2026