1044 West 23th Street
Suite 721 New York NY 10010

Piazza Grande | Tutti a Casa! VOLONTARIATO, FILANTROPIA E BENEFICENZA

IL PROGETTO

Il progetto Tutti a Casa! consiste in un accompagnamento di nuclei familiari nella ricerca della casa e successivamente in un supporto educativo che conduca le persone a superare le condizioni di difficoltà in cui vivono per individuare soluzioni abitative autonome.


IMPATTO SOCIALE

L’impatto sui beneficiari del progetto è stato molto positivo. Le persone sono state contente del supporto e del processo di sostegno, accompagnamento e sviluppo di una prospettiva di empowerment individuale e collettivo. Il fulcro del progetto è stato il mantenimento del supporto economico alle spese di affitto e bollette per luce, gas e acqua, nonostante la riduzione delle donazioni ricevute da Piazza Grande a causa del lockdown del 2020 e in generale della pandemia, che ha portato ad un notevole aumento dei costi vivi per spese di igienizzazione, sanificazione e dispositivi di protezione individuale. In questo senso il progetto ha raggiunto il suo obiettivo, non facendo ulteriormente pesare alle persone accolte negli appartamenti la situazione di difficoltà economica.

La maggior parte delle famiglie inserite nel progetto è stata duramente colpita dall’emergenza sanitaria e dalla conseguenti restrizioni, le quali hanno peggiorato condizioni già di per sé precarie e fragili. Tutto ciò ha avuto naturalmente un profondo impatto anche sul lavoro sociale e sui servizi assistenziali-educativi, mostrandone allo stesso tempo il ruolo prezioso. Se è vero, infatti, che con l’emergenza sanitaria anche il lavoro sociale ha dovuto affrontare un processo di ripensamento e che molti servizi hanno dovuto reinventarsi, la loro essenzialità e importanza non sono state solo confermate, ma sono aumentate. Il lavoro dell’equipe educativa è risultato fondamentale sia su un piano materiale, per esempio nella consegna dei pacchi alimentari o nel supporto per la richiesta dei buoni spesa o di altri contributi socio-economici, sia su un piano socio-emotivo. Nella maggior parte dei casi, infatti, le domiciliari non si sono interrotte e le attività di accompagnamento e supporto sono continuate nonostante i maggiori ostacoli, limiti e paure. Naturalmente vi è stata la necessità di ripensare e ridefinire molte attività, di trovare nuovi strumenti e modi per gestire le relazioni e le dinamiche che stanno dietro al nostro lavoro, ma in attesa di ritornare alla normalità si continua a fare il possibile per portare avanti le nostre azioni attraverso un percorso flessibile di continuo adattamento e riprogettazione sulla base dei tempi, delle circostanze e dei bisogni di ognuno, avendo sempre come obiettivo principale quello dell’autonomia delle persone e dell’emancipazione dal bisogno.

 

Finalmente abbiamo una casa adatta ad una famiglia numerosa come la nostra, dove ognuno può avere i propri spazi e la propria intimità, senza più dormire tutti nella stessa stanza o essere costretti a condividere cucina e bagno con estranei. (A., 27 anni)

 

Ho riscoperto la bellezza di ritornare a fine giornata in un posto che senti tuo, sicuro. Dopo una giornata di lavoro, è rassicurante sapere che hai una casa in cui rientrare, mangiare con la tua famiglia e riposare. (S., 37 anni)

 

Questo progetto non è semplice accoglienza, perché ti affidano una casa di cui tu hai le chiavi. Avere delle chiavi ti rende libera ed autonoma, e poi sei solo tu a gestire gli spazi, i tempi e le varie cose da fare. (F., 30 anni)

 

Durante il lockdown è stata veramente dura ed è stato molto importante avere delle persone che potevamo chiamare e che ci supportavano, non soltanto per gli aiuti materiali, per la spesa che ci portavano, ma anche psicologicamente, per parlare, per farsi ascoltare, per fare domande e condividere paure. (M., 32 anni)


ULTIME STORIE